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Bersani: conti, il governo bara

Intervista a Pierluigi Bersani su Il Secolo XIX del 18-06-2011


Genova. I conti italiani tenuti a posto da Giulio Tremonti? «Una retorica che ci sta inabissando». Di più: «sulle condizioni del Paese, la narrazione fatta da questo governo non è onesta. Perché la manovra che ci servirà è di 50-55 miliardi, non di 40».Ci mette il piglio di chi ha convinzioni ferree, Pierluigi Bersani, nel suo attacco frontale al ministro dell’Economia. Che viene messo in mora anche sul versante del lavoro: «Con la politica ottusa dei tagli non ha favorito riforme di sistema capaci di favorire l’occupazione di giovani e donne».

A Genova per la Convenzione nazionale del Pd proprio sui temi del lavoro, il segretario dei democratici detta anche il percorso per la scelta di candidati sindaci e presidenti di Provincia nella trentina di località dove si andrà al voto la primavera prossima: «Ascoltare i cittadini, progettare le alleanze, fare le primarie». E, comunque, «si decide sul posto». Niente imposizioni romane, dunque. Segretario, il governo gioca in contropiede: il ministro Sacconi ha convocato per mercoledì un tavolo sull’apprendistato. «Bene, vediamo cosa c’è nella loro proposta. Noi siamo favorevoli a meccanismi di ingresso al lavoro orientati alla stabilizzazione. Bisogna aggredire la precarietà, che sta dequalificando la nostra capacità competitiva». La sua ricetta? «Bisogna agire sulle convenienze. E, quindi, a parità di costo medio per un’impresa, occorre che il lavoro stabile costi meno e quello precario di più».

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