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I MASSIMALISTI NON AIUTANO LA VAL DI SUSA
Federico Fornaro su Il Riformista del 29-06-2011
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Gli incidenti durante lo sgombero del presidio No Tav alla Maddalena di Chiomonte, hanno riproposto, a sinistra, l’eterna questione della legittimità del ricorso alla violenza difensiva contrapposta al rispetto delle leggi e delle istituzioni dello Stato.
Come per un riflesso condizionato, le dichiarazioni di esponenti politici della sinistra radicale e di intellettuali di quell’area, sono state a senso unico, dando in pasto all’opinione pubblica l’immagine di una polizia che manganella vecchi e inermi manifestanti. Silenzio assoluto (o quasi),invece, sui feriti (anche gravi) tra le forze dell’ordine, colpiti da massi, estintori e corpi contundenti vari che piovevano dall’alto ed erano,quindi, potenzialmente in grado di arrecare danni permanenti se non mortali a lavoratori che stavano solamente compiendo il loro dovere. In questa occasione, in particolare Nichi Vendola ha legittimato i dubbi di chi non lo ritiene all’altezza di diventare Presidente del Consiglio. L’annunciato scontro tra Vendola e Bersani alle primarie rischia, dunque, di riproporre lo storico (e oramai quasi stucchevole) conflitto a sinistra, tra massimalisti e riformisti.
E’ vero,poi, che il movimento No Tav è un universo composito e al suo interno esiste una componente (largamente maggioritaria) di donne e di uomini, di ogni età e ceto sociale, che in tutta onestà, è impegnata da anni, con pratiche non violente, a opporsi a questa scelta. Molti di loro sono abitanti della valle, hanno già vissuto i travagli dell’autostrada Torino-Bardonecchia e ritengono inutile e superata la progettazione di questa grande opera di collegamento ferroviario con la Francia.
Non erano certamente loro a tirare i massi e gli estintori sui poliziotti, come ci raccontano le cronache dei giornali (e non già gli spezzoni video su Internet). Ma siccome i referti medici documentano la pericolosità di questa “difesa violenta”, chi è stato allora a mettere in atto tecniche da guerriglia urbana ? Come in un film già (stra)visto,si sarebbero materializzati al presidio della “Libera Repubblica della Maddalena” alcune decine di autonomi dell’area anarchica e antagonista (non soltanto dei centri sociali), provenienti da tutta Italia (e anche dall’estero): gente il cui unico interesse dichiarato è quello di contrapporsi fisicamente e violentemente allo Stato. Nessuna parola su questi inquietanti presenze abbiamo ascoltato dai leader pacifisti del movimento No Tav e dai dirigenti di partiti scesi a difesa della loro lotta. E,invece, ce ne sarebbe stato (molto) bisogno.
Il Partito Democratico ha compiuto,al contrario, da tempo e dopo un lungo confronto interno al partito piemontese, una scelta coraggiosa a favore della Tav e della legalità, pur sapendo di correre il rischio di alienarsi non poche simpatie dell’opinione pubblica di centro-sinistra vicina alle posizioni dei No Tav, a maggior ragione oggi con Vendola&co. impegnati spregiudicatamente a cavalcare, più che a guidare, l’onda protestataria.
Ora,però, che è stato ripristinato il principio che di Repubblica in Italia c’è ne una sola, è necessario che si compia uno sforzo ulteriore da tutte le parti,isolando i violenti e riaprendo il dialogo con le amministrazioni locali, oltre a rilanciare il fondamentale ruolo dell’Osservatorio, guidato da Mario Virano, perché non è pensabile, nell’interesse, in primo luogo, dei suoi stessi abitanti, che la valle di Susa viva i prossimi 15-20 anni, necessari per la realizzazione dell’opera, in perenne stato d’assedio.





