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I SINDACI DEL CENTROSINISTRA SONO LA NUOVA “LEGA” DEL NORD

Federico Fornaro su Il Riformista del 09-06-2011


Negli anni del berlusconismo imperante, Torino era stata definita la città di Asterix, l’ultimo fortino rimasta in mano alla sinistra, oramai circondato dalle truppe avversarie. Dopo la vittoria di Cota in Piemonte dello scorso, tutto (tranne il buon governo di Chiamparino, uno dei sindaci più amati d’Italia) pareva andare nella direzione della definitiva conquista del Nord da parte del centro-destra, con la Lega pronta a raccogliere (in accordo con Tremonti) l’eredità di Berlusconi, quando quest’ultimo sarebbe salito al Quirinale. Questo era il progetto a cui Bossi e buona parte del Pdl stavano lavorando e che,ora, alla luce dei risultati delle amministrative 2011, potrebbe rivelarsi un sogno velleitario. Sono passati solamente poco più di dodici mesi, eppure la geografia politica del Nord è stata letteralmente stravolta da un vento di cambiamento, assolutamente imprevisto e imprevedibile per intensità e omogeneità territoriale.

Non era mai successo, infatti, che tutte le città capoluogo delle regioni settentrionali avessero un sindaco di centro-sinistra. Fa addirittura un pò effetto stilare tutto l’elenco: Piemonte-Torino (Fassino), Lombardia-Milano (Pisapia), Liguria-Genova (Vincenzi), Emilia Romagna-Bologna (Merola), Veneto-Venezia (Orsoni), Friuli Venezia Giulia-Trieste (Cosolini) e Trentino Alto Adige-Trento (Andreatta). In potenza una «lega» nuova di zecca, ma che ricorda molto il movimento degli amministratori socialisti dei primi del Novecento, destinato a diffondere nei comuni la cultura riformista e a gettare le basi di quel moderno welfare municipale che accompagnerà la trasformazione dell’Italia da nazione rurale a grande paese industrializzato.

La nascita di una «lega dei sindaci del centro-sinistra del Nord» appare destinata in primo luogo a modificare gli equilibri nell’Anci e far riporre nel cassetto i sogni di gloria di Alemanno, che puntava a sostituire Chiamparino alla guida dell’associazione dei comuni italiani. E’ del tutto evidente,inoltre, che sia i Presidenti delle 4 regioni in mano al centro-destra (Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli), costretti a una sorta di co-abitazione forzata, sia il Governo, dovranno far i conti con la nuova realtà delle grandi città del Nord. Se poi i sindaci del centro-sinistra riusciranno a superare vecchi schemi campanilistici e sapranno costruire una piattaforma rivendicativa unitaria, a difesa (innovandolo) proprio di quel sistema di stato sociale comunale avviato dal socialismo riformista e successivamente rafforzato e ampliato nella stagione delle giunte di sinistra (1975-1985), allora per Berlusconi e i governatori potrebbero essere guai seri. I sindaci,infatti, forti della legittimazione popolare hanno un grande ascendente sull’opinione pubblica e godono di una dote di fiducia molto ampia, spesso anche da elettori avversari. Di converso l’opposizione e in particolare il Pd, si ritrovano potenzialmente a disporre di uno straordinario alleato non soltanto nella quotidiana battaglia anti-berlusconiana, ma soprattutto nella costruzione di un’alternativa politica e programmatica in vista delle prossime elezioni politiche. Una parte delle chance di successo del centro-sinistra,infatti, dipenderà anche dai risultati concreti (la gente dai sindaci più che da altre istituzioni esige un approccio pragmatico e non ideologico ai problemi quotidiani) che i sindaci del «vento del Nord» sapranno raggiungere nei prossimi mesi. Se poi si allarga un pò l’orizzonte non si può non osservare che anche i sindaci di altre 7 capoluoghi di regione (Firenze, Ancona, Perugia, Napoli, Bari, Potenza e Cagliari) oggi sono schierati sul fronte del centro-sinistra: una potenza di fuoco e di popolarità di cui l’opposizione dovrà far buon uso, pescando tra loro anche in chiave di selezione di una nuova classe dirigente governativa.

Questa fotografia del potere locale, forse,più di altre riflessioni e analisi critiche post-voto, rende plasticamente l’idea della crisi che stanno attraversando Berlusconi e il governo in carica.