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Morgando: “Cota snobba il 2 giugno”

Diego Longhin su la Repubblica del 03-06-2011


Il segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando, attacca il presidente regionale Roberto Cota, assente alla cerimonia dell´alzabandiera di ieri mattina in piazza Castello, per la festa del 2 giugno: «Cota è leghista prima che presidente».

Critiche cui si unisce il leader Idv, Luigi Cursio. Replica il governatore che nel pomeriggio ha partecipato al rinfresco in prefettura: «Una polemica sul nulla. All´alzabandiera c´era il vicepresidente Ugo Cavallera. Per motivi famigliari ho scelto l´evento pomeridiano Chi fa polemica rifletta: l´euforia per il risultato elettorale dovrebbe far restare con i piedi per terra. Se questo è l´approccio la rimonta è vicina».

Il centrosinistra, dopo la batosta elettorale nella sua Novara, infierisce sul governatore Roberto Cota polemizzando sulla sua assenza all´alzabandiera in piazza Castello per la Festa della Repubblica. Un attacco portato dal segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando, e dal numero uno dell´Idv, Luigi Cursio, revival della querelle del 17 marzo, contornata di fischi. Gesti per cui, in forma privata, il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, aveva espresso solidarietà a Cota. Anche in quel caso il presidente della Regione aveva preferito disertare l´omaggio al Tricolore. Assenza invece sottolineata dall´ex sindaco Sergio Chiamparino.
Ora ci pensa il segretario dei Democratici a far pesare la mancanza al governatore, che aveva però già annunciato la sua presenza al consueto ricevimento in prefettura. «Non ho più dubbi – dice Morgando – Cota è leghista prima che presidente della Regione. A fronte dello scandalo in sanità avevo chiesto a Cota se intendeva fare il presidente della Regione oppure no. Con la sua assenza all´alzabandiera è giunta la sua risposta ed è chiaramente negativa». Il numero uno del Pd non ha dubbi: «Il credo leghista è il credo di Cota che, come già in diverse altre occasioni, continua a dimostrare lo scarso senso delle istituzioni e dei doveri e compiti della sua carica. Dopo la tiepida attenzione nei confronti dei festeggiamenti dei 150 anni, Cota, disertando la cerimonia dell´alzabandiera, ha confermato di non riconoscersi appieno nella storia e nei valori della nostra comunità».
Alle critiche di Morgando si aggiungono anche quelle del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Aldo Reschigna: «Mancando alla cerimonia dell´alzabandiera Cota ha perso un´altra occasione di mettersi in sintonia con i piemontesi che hanno dimostrato in questi mesi di sentire fortemente i valori e lo spirito della nazione e dell´unità del Paese. Disertando la festa di popolo per il ricevimento ufficiale, Cota ha segnato la sua lontananza dai cittadini». Il segretario regionale dell´Idv, Luigi Cursio, rincara la dose: «Ingiustificabile l´assenza del presidente – dice – Cota non ha solo il primato di assenze in Consiglio regionale, ma diserta anche i momenti solenni in cui si celebrano i valori nazionali. Evidentemente continua a preferire il ruolo di ospite fisso nei talk show televisivi alle funzioni proprie di un presidente di Regione».
Il governatore ribatte in maniera secca alle polemiche nel pomeriggio proprio dal palazzo della prefettura, dove ha incontrato il neo sindaco di Torino, Piero Fassino. In mattinata il primo cittadino, a chi gli chiedeva se aveva notato l´assenza del presidente, aveva risposto sorridendo: «No comment». Cota è secco: «Una polemica sul nulla, francamente non capisco. Per il 2 giugno a Torino erano in programma due eventi, uno alla mattina e uno al pomeriggio. Al primo ha presenziato il vicepresidente Ugo Cavallera, al secondo ci sono io. Non c´è quindi nulla da rimestare». E aggiunge: «Ho scelto l´impegno del pomeriggio e non l´alzabandiera per ragioni famigliari. A chi fa polemica vorrei dire di lasciar perdere e riflettere sul fatto che l´euforia per il risultato elettorale dovrebbe far restare coi piedi per terra, perché se questo è l´approccio la rimonta è vicina». Poi Cota ha annunciato che la prossima settimana inconterà Fassino per discutere di Tav e Città della salute