Bindi: «Bene i tempi ma scelte inique e salva-caste»
Intervista a Rosy Bindi di Monica Guerzoni – Corriere della Sera, 15 luglio 2011
«È la manovra più iniqua e dannosa che si potesse adottare».
Eppure, presidente Rosy Bindi, è anche grazie al Pd se oggi sarà approvàta a tempo di record.
«Noi siamo responsabili dei tempi, il contenuto invece è tutto loro. Non solo noi voteremo contro, ma faremo di tutto per spiegare al Paese che questa manovra fa vera macelleria sociale. Dopo aver messo a rischio la scuola pubblica ora il governo mette a rischio la salute pubblica, rende i poveri più poveri e dà il colpo di grazia a quel poco di ceto medio che era rimasto nel Paese».
Tremonti e Berlusconi vi avevano offerto garanzie nel merito? Vi sentite ingannati dal governo?
«Noi abbiamo risposto all`invito del capo dello Stato. Abbiamo offerto la nostra disponibilità, chiedendo però come premessa le dimissioni dei governo e un`ammissione di responsabilità da parte del premier e del ministro dell`Economia. Se l`Italia è stata sottoposta all`aggressione dei mercati è perché la politica di questo governo non ha più nessuna credibilità. Sono inaffidabili».
Col senno di poi fareste diversamente?
«Se noi non avessimo consentito l`approvazione in una settimana, comunque lo avrebbero fatto entro il mese. Con il Paese esposto alle speculazioni era necessario dare un segnale ai mercati. Detto questo, è quanto di più distante da quel che avremmo voluto. La manovra salva tutte le caste, non tassa le rendite e non prevede una sola misura di crescita. Invece di far pagare chi si è arricchito, aumenta le diseguaglianze».
Dimissioni, e poi?
«L`unico gesto di responsabilità che Napolitano può chiederci è quello di sostenere un governo affidato a una personalità che goda di prestigio internazionale e di riconoscimenti in sede europea».
Una figura come Mario Monti?
«È evidente che Monti rientra in questo profilo, ma i nomi li fa il presidente della Repubblica. Io me ne guardo bene».
Griderebbero al ribaltone…
«Non sarebbe il governo dei ribaltone. Ma gli attuali ministri devono starne fuori. Questo si può chiedere a un`opposizione che, andando contro i propri interessi di parte, ha dimostrato di avere a cuore gli interessi del Paese. Il governo riconosca che è il primo responsabile, approvi la manovra e si dimetta. E un atto di responsabilità dovuto al Paese, noi lo abbiamo fatto e adesso tocca a loro».
È proprio sicura che il centrosinistra non abbia colpa alcuna del dissesto dei conti pubblici?
«Non è un caso che le speculazioni finanziarie siano arrivate adesso. Oltre ai problemi di Berlusconi e del ministro Romano, abbiamo il responsabile dell`Economia lambito da vicende non edificanti che riguardano persone a lui molto vicine. Citando Tito Livio, Tremonti ha detto che resterà al suo posto “ottimamente”. Ma chi può stare bene in un momento come questo?».





