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BOETI (PD) SU PRESENTAZIONE PIANO SANITARIO IN COMMISSIONE

C’è voluto un anno di ritardo sui primi tre mesi promessi da Cota, ma alla fine il piano sociosanitario è arrivato nella Commissione regionale competente. E’ la prima ipotesi di lavoro che viene ufficialmente presentata in Consiglio regionale, una ipotesi che conferma come sia intenzione del centrodestra riproporre il modello di sanità che sgancia gli ospedali dalle Asl di riferimento territoriale. Un modello che non si adatta a quella che è la storia della sanità piemontese e che, anche per questo, porterà con sè problemi serissimi.Il presidente Cota e i suoi collaboratori, l’ing Monferino e il dott. Zanon, hanno presentato il modello Molinette come esemplificazione di cosa intendono fare. Prevede un taglio di 123 posti letto, un aumento di 40 posti letto nel postacuzie, l’abbattimento di molti reparti, a partire dalle cardiologie.

Non ci sembra un piano in grado di sviluppare i servizi sanitari, come annunciato da Cota.
L’aggregazione alla ASO Molinette degli ospedali di Chieri, Moncalieri e Carmagnola, mettendo insieme alta specializzazione con ospedali territoriali, crea un mostro dalle dimensioni ingovernabili, in cui difficilmente i direttori generali riusciranno a capire cosa sta davvero succedendo e cosa occorre per fronteggiare i problemi che si presentano.
Ci preoccupa poi che le Asl che hanno il budget possano, come è stato annunciato, acquistare servizi anche dal settore privato. Avremo gli ospedali principali ingolfati; altri, territoriali, dimenticati e sottoutilizzati, e avviata la strada verso le strutture private: un’altra porta che si apre verso la privatizzazione della sanità.
Per quanto riguarda poi i servizi territoriali, il centro di assistenza primaria (CAP) è una ipotesi ancora fumosa, in cui non é chiaro il ruolo dei medici di famiglia, né se sarà presente un posto di primo intervento e chi lo gestirà.
Sembra la sostituzione, più dispendiosa, dei gruppi di cura primaria, senza che ne siano definite le caratteristiche metodologiche ed economiche.
Infine i risparmi annunciati. Sono sicuramente figli delle scelte compiute dal centrodestra: licenziamento del personale interinale, contratti a tempo determinato e chiusura di servizi. Basta chiederlo ai soccorritori del 118 dell’Asl di Vercelli, dove su 25 sono stati licenziati in 12.

Nino Boeti, Consigliere Regionale Pd