Fassino dice addio al doppio incarico “La gente è stufa, ma non tutto è casta”
Intervista a Piero Fassino su la Repubblica del 20-07-2011

ROMA – «Per abbattere i costi della politica occorre avere più coraggio di quello avuto sin qui, anche per sbarrare la strada alla demagogia di chi vuole devastare tutto, fare apparire le istituzioni come un danno, uno spreco». Piero Fassino, leader del Pd, da maggio sindaco di Torino, si è dimesso da deputato per la duplice ragione, spiega, che al governo di una grande città come Torino va dedicata «ogni energia», e perché «non sono giusti i doppi incarichi, trasmettono una idea sbagliata della politica ai cittadini». Ha lasciato ieri Montecitorio, commosso, e tra gli applausi bipartisan dei colleghi. «Vivo con sofferenza e fastidio la campagna denigratoria nei confronti del Parlamento e della politica».
Sindaco Fassino, lei quanto guadagna?
«Meno di 5 mila euro al mese, per dodici mensilità, per guidare una città di un milione di abitanti. E per questa scelta ho lasciato il Parlamento. Un assessore della mia giunta ha un´indennità di 2 mila e 500 euro al mese. Saremmo noi la casta? Bah…»
Il sentimento di anti-politica è inarrestabile, e la crisi economica lo incendia?
«Il sentimento diffuso è di disagio, malcontento o addirittura ostilità nei confronti delle istituzioni e della politica. La politica italiana nei comportamenti, nei modi di governare ha accentuato il senso di distacco, mortificato il valore dell´interesse generale, della legalità. Un disagio cresciuto via via, e che oggi esplode mentre al paese si chiedono sacrifici».
Il rifiuto è nei confronti di tutti i politici, di destra e di sinistra.
«Il sentimento di indignazione popolare è sincero, ma non possiamo non vedere che viene cavalcato da chi teme il cambiamento nel paese. Vedono la fine di una classe dirigente, temono l´apertura di una fase nuova, e allora cercano di buttare all´aria tutti. Il modo migliore per rispondere però non è arroccarsi, ma mettere in campo le misure di riforma del Parlamento, dei costi della politica e delle istituzioni».
Dovete ridurre subito i costi, o la gente non capisce?
«Bisogna intervenire in tante direzioni: sui vertici degli apparati dello Stato, sugli amministratori delle aziende pubbliche. Sul piano dei ruoli politici e istituzionali, la proposta del Pd è di assumere i livelli di indennità adottati dal Parlamento europeo anche in Italia».
Quale deve essere il criterio di fondo?
«La sobrietà, il rigore e la trasparenza».
Le Province vanno tagliate?
«La questione va affrontata, però bisogna mettere mano all´architettura istituzionale. Ci sono ottomila Comuni, la metà dei quali con meno di 3 mila abitanti, e allora vanno favorite unioni, integrazioni. In questo ambito va inserita la questione del superamento delle Province».
Dai tempi del cappotto rivoltato di De Gasperi ai privilegi dei politici attuali ne corre, o no?
«Siccome faccio politica da un po´ di anni, dico attenti a non fare caricature. Nessuno è diventato miliardario facendo il parlamentare in questi anni. C´è molta semplificazione demagogica».





