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No a Saluggia discarica nucleare
Diego Longhin su la Repubblica del 25-07-2011

Duemila firme per dire no al deposito nucleare D2 della Sogin a Saluggia. Le hanno consegnate venerdì al Comune del piccolo centro delle Vercellese dove oggi è già stivato in vari luoghi l´85 per cento delle scorie nucleari italiane i parlamentari del Pd Luigi Bobba e Roberto Della Seta. Le firme saranno inviate però anche alla Provincia di Vercelli, al presidente della Regione Roberto Cota, a Berlusconi e all´Unione europea.
«Né il sindaco né il segretario comunale hanno voluto riceverci – spiega Bobba – e questo al dice lunga su come sia scivolosa questa vicenda». Una vicenda che vede un ampia zona di Piemonte messa a rischio nucleare: «Sogin si deve fermare – aggiunge il parlamentare del Pd – l´avvio dei lavori per costruire il deposito nucleare D2 è illegittimo e rischia di trasformare il sito di Saluggia nel deposito nazionale delle scorie nucleari. Perché realizzare il D2 senza aver individuato il deposito nazionale (che come prevedono le norme europee deve essere identificati entro il 2015), è un´operazione spregiudicata. Nel silenzio assoluto del governo e delle altre autorità preposte la costruzione di quel deposito costituirebbe la decisione di fatto di mettere tutte le scorie nucleari presenti nel nostro Paese in via definitiva nel territorio di Saluggia, che è stato più volte riconosciuto inidoneo a questo scopo, soprattutto per la presenza di falde acquifere poco profonde, per la fragilità idrogeologica del territorio, e per la vicinanza dell´acquedotto del Monferrato, uno dei più importanti d´Italia».
C´è di peggio: la costruzione del deposito D2 è stata autorizzata in deroga alla normativa urbanistica che vieta di costruire in quell´area in quanto inidonea, e non essendo stato costruito nei tempi previsti, la Sogin ha poi ottenuto dal Comune una proroga di tre anni del tutto illegale. Per questo Bobba (al Parlamento italiano) e Gianluca Susta (al Parlamento europeo) hanno presentato interrogazioni in merito chidendo di verificare se Sogin (che oggi in una conferenza stampa dovrebbe controbattere alle accuse) abbia rispettato tutte le procedure previste». «È auspicabile – conclude Bobba – che Sogin e Ministero dell´Ambiente si arrestino subito, per rispetto della legge, e ancora prima per rispetto dei cittadini giustamente allarmati»





