Nota di indirizzo della segreteria regionale in materia di diffusione in Piemonte di gravi forme di criminalità organizzata
La segreteria regionale, nella sua ultima seduta, ha svolto un’ampia discussione sulla preoccupante diffusione di gravi forme di criminalità organizzata in Piemonte fatta emergere dalla recente azione della magistratura e delle forze dell’ordine. La segreteria regionale ha confermato il plauso nei confronti della vasta operazione giudiziaria e di polizia, auspicando che venga colpito alla radice un fenomeno che ha dimensioni preoccupanti e che è caratterizzato da una ragnatela di collegamenti e di complicità che assumono l’aspetto di una vera e propria occupazione di larghe aree dell’economia e della società.Il fenomeno della diffusione della criminalità organizzata in Piemonte non è nuovo, ed è già stato messo in evidenza in passato da inchieste, provvedimenti giudiziari, scioglimento di amministrazioni comunali per infiltrazioni mafiose. L’azione della magistratura di queste settimane mette in evidenza una novità inquietante: una capillarità sconosciuta in passato, che interessa larghe zone della provincia di Torino e sembra estendersi in modo significativo ad altre province della regione. Accanto alla capillarità, si riscontra una capacità di permeare in profondità l’economia locale, attraverso il controllo di attività economiche diffuse, tanto da rendere evidente che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio fenomeno sociale.
Di fronte a fatti di così grande rilevanza il compito della politica è prima di tutto capire, sviluppare una analisi, conoscere meglio una realtà che fino ad oggi è apparsa sfuggente o lontana. A questo obiettivo dedicheremo una apposita iniziativa regionale sulla legalità e sulle mafie al nord, che ci consentirà di delineare i profili del fenomeno e segnare il livello alto del nostro allarme e della nostra mobilitazione. La responsabilità della politica è di non abbassare la guardia, di non sottovalutare. Perchè la caratteristica principale della criminalità organizzata al nord è proprio quella di mimetizzarsi dietro attività legali, di costruire relazioni che le consentano di influire su decisioni economiche e politiche, di creare una rete di controllo del territorio apparentemente lecita e trasparente. Dobbiamo capire meglio per alzare di più la nostra guardia. Sappiamo che la politica, che è immersa nella società, corre dei rischi e vogliamo rinnovare l’impegno per una maggiore trasparenza collettiva e personale.
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