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Bindi: “Noi siamo pronti Riformisti e moderati insieme aI governo”

Intervista a Rosy Bindi su L’Unità del 26/09/2011


Silvio Berlusconi dice che non si dimette?

«Non capisco perché continua a ripeterlo ogni giorno. Probabilmente è costretto ad auto legittimarsi, visto che ormai non lo fa più nessuno, nemmeno fra i suoi».


Rosy Bindi arriva alla Festa degli Enti locali del Pd, a Perugia, e mentre scorre le ultime agenzie di stampa scuote la testa.

«Ne dice sempre tante, il nostro presidente del Consiglio, ma oggi ha superato il limite dicendone una in particolare».

Presidente, quale tra le tante che ha detto il premier le dà così tanto fastidio?

«Ha detto che se vincesse la sinistra la credibilità del Paese in Europa si inabisserebbe. Ma come si permette? Si rende conto che l`attuale tasso di credibilità dell`Italia non aveva mai raggiunto livelli così bassi? Quando abbiamo governato noi siamo entrati in Europa non soltanto perché i nostri dati macroeconomici erano in ordine, ma soprattutto perché ci è stata data fiducia. L`Europa si fidava di noi e del nostro governo, mentre oggi siamo esposti agli speculatori perché nessuno ha più fiducia non nel Paese ma in questo esecutivo».

Sarà anche così ma Berlusconi non intende mollare, anzi dice che a giorni partiranno le riforme di cui ha bisogno l`Italia.

«Berlusconi è sempre più solo. È minoranza non soltanto nel Paese ma anche nel suo partito, senza considerare la fatica che fa la Lega a tenere a bada la sua base e i suoi parlamentari che non ne possono più».

Ma quando è il momento di votare la fiducia sono compatti e nessuno stacca la spina. Come si esce da questo stallo?

«Questo è un segno evidente della dittatura della maggioranza, non ci sono dubbi. I parlamentari sono sotto ricatto e quando è il momento di fare la conta rigano dritto. Purtroppo né l`opposizione né il Presidente della Repubblica hanno strumenti istituzionali per fermare questa agonia. Noi continueremo a fare la nostra parte, una opposizione ferma e determinata, anche se a questo punto sono sicura che non ci sia altra strada che quella delle elezioni in primavera».

In questa situazione che lei definisce di stallo non c`è un rischio logoramento anche per l`opposizione?

«Non credo. Noi non stiamo fermi, in questo momento abbiamo intensificato la nostra presenza nella società italiana dove siamo già maggioranza. Il programma di governo è pronto, anche il quadro delle alleanze si sta delineando: non possiamo che ricostruire un nuovo Ulivo e spetta proprio a noi del Pd prendere maggiore iniziativa al riguardo».

Un nuovo Ulivo che non piace a Casini. L`Udc fa parte di questo quadro di alleanze o ci si ferma a Pd, Sel e ldv?

«Sono convinta che Casini si renda sempre di più conto che il centrodestra, anche dopo Berlusconi, resta un terreno impraticabile. Un nuovo centrodestra in questo Paese non può ricostruirsi se non passa attraverso una sconfitta elettorale e una reale discontinuità con l`era berlusconiana. Alfano non è più credibile dell`attuale premier. Oggi vedo una reale collaborazione tra progressisti, riformisti e moderati, al di là di qualche scaramuccia che c`è stata questa estate. Resto convinta che tutti dobbiamo adoperarci affinché si realizzi quello che serve all`Italia. Casini non può rinnovare per la seconda volta la sfida dell`isolamento».

Mercoledì alla Camera si vota per la sfiducia al ministro Saverio Romano, su richiesta delle opposizioni. La Lega ha assicurato il voto contrario. Nulla cambierà. In sostanza.

«Non credo che questo governo andrà sotto con i voti di fiducia, se cadrà sarà per un incidente durante un voto parlamentare. Il logoramento è in atto e la corda a furia di tirarla prima o poi si spezzerà. Ma ci rendiamo conto che nel governo ci sono fazioni che vedono l`uno contro l`altro? Quanto possono reggere? In quali condizioni fanno le riforme?».

Bindi, c`è chi dice che tutti chiedono le dimissioni dei premier ma nessuno vuole le elezioni, a partire dal Pd.

«Noi abbiamo chiesto un governo di emergenza, il segretario è tornato a dirlo anche oggi (ieri per chi legge), perché crediamo che sia necessaria una fase costituente, di grandi riforme prima di andare a nuove elezioni, ma detto questo siamo pronti anche adesso ad andare al voto. Ripeto, il programma è quasi pronto, c`è bisogno di qualche approfondimento ma non vedo ostacoli di tempo insormontabili».

Due autorevoli costituzionalisti dei suo partito, come Ceccanti e Vassallo, chiedono le primarie Pd per rilegittimare la leadership. Lei che ne pensa?

«Lo Statuto del nostro partito prevede che il segretario è il candidato alla presidenza del Consiglio e in caso di primarie di coalizione compete con i candidati degli altri partiti. Trovo abbastanza inedito questo argomentare sulla necessità di rifare le primarie interne al Pd per stabilire chi dovrà essere il nostro candidato premier proprio da parte di chi quello Statuto lo ha scritto e voluto così come è. Lo Statuto di un partito è una cosa seria, è come la Costituzione: non si può cambiare a seconda delle stagioni politico-congressuali. Mi sembra molto grave che chiedano nuove primarie proprio ora. Io quella norma non l`ho mai amata, l`ha voluta l`allora maggioranza del partito, ma ora che c`è la rispetto. Si abbia il coraggio di sollevare le questioni nelle sedi opportune, a partire dalla Direzione di lunedì prossimo, chiamando le cose con il loro nome. A me sembra che dietro questa richiesta ci sia il tentativo di mettere in discussione la segreteria. E francamente mi sembra irresponsabile porre questo problema proprio adesso».

Bindi, Obama ha chiesto all`Europa una forte azione altrimenti c`è il rischio dei default a catena. Qual è lo scenario?

«Bene, parliamo di cose serie. La debolezza dell`Europa è forse il problema principale di questo momento e vorrei dire non a caso è stato posto da un presidente democratico degli Stati Uniti. Berlusconi e il suo governo non hanno l`autorevolezza per rilanciare l`Europa. I democratici e i progressisti europei, a partire dal Pd, dovrebbero intestarsi questa battaglia».