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Il Pd porta in piazza il Piemonte “La sanità non si taglia”
su la Repubblica – Torino del 16/09/2011
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Un manifestazione per dire che «la sanità non si taglia», e che domani pomeriggio in piazza Carignano (appuntamento alle 16) racconterà il disagio di cittadini, operatori sanitari e sindaci di tutte le province piemontesi, allarmati da ipotesi di chiusure, ridimensionamenti annunciati e poi rimessi in discussione, servizi ridotti.
Lo striscione, ieri mattina non a caso davanti all´ospedale Molinette, è firmato dal Partito Democratico, che esprime un giudizio molto duro sull´inadeguatezza della giunta di Roberto Cota impegnata in questo autunno a promuovere una riforma sanitaria che negli ultimi mesi ha disseminato ovunque proteste e resistenze. «A più di un anno dall´insediamento di questo governo regionale assistiamo ai tagli di reparti e servizi, compiuti in modo disorganico e senza alcun confronto con le realtà locali, il personale sanitario e i cittadini», spiegano gli esponenti Pd.
Domani, il sit-in si articolerà in otto interventi dal palco, uno per ogni provincia, per dire quali sono le conseguenze concrete e già evidenti della politica della giunta di centrodestra. Una politica demagogica, dice il segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando «che ha promesso tagli agli sprechi e miglioramento dei servizi, ma che finora ha prodotto l´opposto: meno servizi e un prezzo altissimo pagato soprattutto da anziani, disabili e fasce deboli della popolazione». Non è l´opposizione che alza le barricate, insiste il segretario «è tutto il Piemonte che ha manifestato un rifiuto che arriva anche da molte amministrazioni di centrodestra».
Il capogruppo regionale Aldo Reschigna chiama in causa il neo assessore Paolo Monferino: «Sia coerente e assuma le responsabilità politica delle sue scelte. Più volte ha detto di non essere innamorato dei modelli teorici. Ce lo dimostri, la giunta riapra il dialogo e il confronto sui servizi». Un problema da risolvere, aggiunge Reschigna «è quello dei direttori generali. Contrariamente alle dichiarazioni di Cota che sosteneva di voler fare nomine che fossero indicazione di professionalità, è evidente che almeno il 60 per cento dei direttori è inadeguato all´incarico, scelti solo per appartenenza di partito. A dicembre bisogna cambiare e mettere direttori professionalmente validi in grado di intervenire praticamente».
E il consigliere e responsabile sanità dei Democratici Nino Boeti ricorda che in giunta manca ancora un assessore alle politiche sociali: «Questo dimostra quanto stanno a cuore alla giunta Cota servizi fondamentali ai cittadini». Sulla riforma il presupposto è sempre lo stesso: «la divisione fra ospedale e territorio è un errore, una scelta che va contro la storia della nostra Regione, che sin dagli anni Ottanta ha tenuto insieme sanità e sociale».
Proprio ieri, giorno dell´annuncio della manifestazione, il governatore del Piemonte ha voluto dare la notizia della riapertura del punto nascita e della pediatria di Carmagnola, una delle città dove erano nati comitati di protesta: «Noi manteniamo le promesse – dice il presidente della Regione in occasione della riapertura – questo è un ospedale territoriale che funziona. Lo dicono i dati». E a chi strumentalizza, aggiunge «dico che la riforma non è né di destra né di sinistra».





