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UNA RIORGANIZZAZIONE VERA PER RIDURRE I COSTI DELLA PA
Piccoli comuni. Il PD Piemontese rilancia: gestioni associate e riordino dei consorzi
Il Sole 24 Ore Nord Ovest – 31 agosto 2011
Stravolgere il sistema delle autonomie locali introducendo in un provvedimento finanziario con carattere di urgenza, scelte di natura ordinamentale è stato un grave errore commesso dal Governo.
Ma difendere i piccoli Comuni, che costituiscono l’anima della struttura amministrativa del nostro Paese e la prima sede della democrazia, non significa affatto sottrarsi alla questione dei ‘costi della politica’ né alla necessità di una profonda riorganizzazione del nostro sistema istituzionale.
La decisione di cancellare i piccoli Comuni e sopprimere le Province non è dettata dall’efficienza, ma da una logica autoritaria che trova terreno fertile negli umori dell’anti-politica.
Piuttosto, se davvero si vuole risparmiare, si cancelli un Ministero come quello sull’‘attuazione del programma’, che costa ben di più di tutti i Consigli comunali dei 1.944 piccoli Comuni italiani e sulla cui utilità è lecito nutrire dubbi. Infatti, tutti i consiglieri comunali di tali enti, costano in un anno, circa 1.5 milioni di euro di gettoni di presenza (quando li prendono e non li devolvono allo stesso Comune): il Ministero dell’attuazione del programma (presente soltanto in Italia …) ne costa oltre 5 volte di più: 8 milioni di euro.
I costi della politica non sono quelli degli organi istituzionali locali, che è opportuno vengano ridotti di numero ma che devono mantenere la loro capacità di rappresentanza plurale delle comunità.
In Parlamento è ferma da un paio di anni la riforma della Carta delle autonomie: è quella la sede per discutere degli assetti istituzionali, avendo come principio irrinunciabile quello per cui il presidio democratico deve essere salvaguardato in tutte le realtà comunali. E’ possibile disincagliare questo testo dalle secche parlamentari e arrivare ad un’approvazione entro il mese di settembre
Per affrontare seriamente il problema dei costi, infatti, occorre partire da un processo di riorganizzazione seria e definitiva delle competenze, prevedendo l’esercizio comune di tutte le funzioni e la gestione associata di tutti i servizi secondo ambiti territoriali omogenei la cui individuazione deve spettare alle Regioni.
Per ottenere ciò proponiamo che la Regione assuma come riferimento quello di dare vita a gestioni associate con almeno 20000 abitanti di popolazione. Occorre, inoltre, definire con precisione chi fa che cosa, e cioè la necessita di ottimizzare le risorse pubbliche evitando che tutti pensino di occuparsi di tutto; come si verifica nel settore del turismo rispetto al quale tutti pretendono di essere attori, dal singolo comune alla comunità montana alla Provincia ai distretti alle camere di commercio.
Ma la nostra proposta di rafforzamento dei poteri locali vuole affrontare anche il tema dei consorzi dei servizi sociali. In Piemonte troviamo di tutto; infatti, abbiamo consorzi di 8000 abitanti e consorzi sopra i 120000 abitanti. La nostra proposta e di prevedere consorzi non al di sotto di 70000 abitanti per renderne più efficace il lavoro e ridurre i costi fissi.
Per costruire poteri locali più moderni ci vuole però una grande iniziativa politica da parte della Regione, perché compete alla Regione definire gli ambiti ottimali per la gestione associata dei servizi così come gli ambiti dei consorzi dei servizi sociali,
Infine, per quanto riguarda le Province, il PD ha presentato in Parlamento una proposta di legge che prevede la riduzione del numero delle Province affidando alle Regioni il compito di procedere ad un loro ridisegno.
Queste sono le proposte di cui ci facciamo portatori e che hanno come obiettivo quello dell’organizzazione di poteri locali più efficienti .
Gianfranco MORGANDO
Segretario Regionale PD Piemonte
Aldo RESCHIGNA
Presidente Gruppo Regionale PD






