Bersani: Con la Chiesa per ricostruire, non per arruolarla
Lettera al direttore del Corriere della Sera – 01/10/2011
di Pier Luigi Bersani
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Caro Direttore,
si leggono cose paradossali su quali sarebbe il pensiero del PD a proposito dei recenti pronunciamenti della Chiesa italiana. Non voglio qui andare a fondo della questione.
Ho pubblicato io stesso qualche riflessione sui rapporti tra il Partito Democratico, il mondo cattolico e la Chiesa italiana; vi sono stati peraltro recenti appuntamenti del PD (ad esempio attorno alle Settimane sociali) che possono aiutare a capire. Altri ne verranno nelle prossime settimane.
Sto quindi all’essenziale I fermenti di responsabilità e partecipazione che emergono dal mondo cattolico sono un’importante novità positiva per l’Italia.
Noi non cadremo mai nel ridicolo, che altri evidentemente non temono, di voler arruolare la Chiesa italiana.
Semplicemente, il PD è un partito di laici e di cattolici, che ascolta con rispetto e attenzione le preoccupazioni della Chiesa riguardo alla vita del Paese, nella peculiarità del suo magistero come proprio ieri Monsignor Crociata ha voluto efficacemente chiarire.
E’ qui che comincia il nostro lavoro. Vogliamo che il nostro progetto per l’Italia sia espressivo anche di tante energie positive e vitali che il mondo cattolico esprime, in particolare su un arco di temi che va dalle questioni sociali a quelle educative, a quelle antropologiche.
Per noi l’ispirazione è quella dei grandi principi costituzionali che sentiamo vivi, attuali e operanti e assolutamente ospitali sia dell’autonoma responsabilità di mediazione della politica sia di quella convergenza di idealità e di valori che abbiamo promesso nascendo come partito.
C’è un cambiamento davanti all’Italia. Noi chiameremo ricostruzione questo cambiamento. In nome della ricostruzione democratica e sociale di questo Paese sentiamo la responsabilità di aprire il nostro sguardo e le nostre disponibilità.
E’ quello che tocca a noi ed è quello che stiamo facendo; fuori dai clamori, certamente, ma forse un po’ più in profondità di quanto non ci venga riconosciuto.





