DIBATTITO SULLE LISTE D’ATTESA PER LE VISITE E GLI ESAMI SPECIALISTICI
UNA DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE NINO BOETI (Pd), PRIMO FIRMATARIO DELLA RICHIESTA DI CONSIGLIO STRAORDINARIO E DELL’ORDINE DEL GIORNO
Abbiamo aspettato un anno e mezzo, dopo le promesse in campagna elettorale del presidente Cota e dell’ex assessore Ferrero di tagliare le liste d’attesa in sanità.
Il risultato di quest’anno e mezzo è che l’attesa si è sensibilmente allungata. In questo, come in altre scelte per la sanità e altri settori, c’è la sconfitta della proposta di governo di Cota e del centrodestra.
Le strategie sinora messe in campo si sono dimostrate inefficaci. Lo dimostrano i numeri, i giorni di attesa per specialità ed esami, resi noti da noi oggi sul territorio della provincia di Torino: dati ufficiali di Asl e Aso, non nostre invenzioni.
Ci sono situazioni gravissime, con attese di oltre 200 giorni; moltissime, la maggioranza, con attese superiori ai 100 giorni. Sono fatti inaccettabili.
Il presidente Cota sostiene che nella sanità ci sono troppi impiegati amministrativi. Perché non li mette agli sportelli, in modo da aprire le prenotazioni anche al pomeriggio, superando situazioni di emergenza che producono inefficienze e ulteriori tensioni?
Le liste di attesa rappresentano un problema nazionale che può essere limitato con una organizzazione efficiente, con una disponibilità economica adeguata. Se si sostituisce solo il 50% dei medici che vanno in pensione, inevitabilmente le liste di attesa aumenteranno.
C’è un problema di appropriatezza della domanda e di linee guida per la diagnosi. Problemi dei quali il centrodestra non si sta occupando, perso come è dietro gli slogan del presidente Cota.





