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Arenaways, ancora stop alle fermate sulla To-Mi Protesta bipartisan in Regione contro l’Ufficio del Ministero
ALESSANDRO MONDO su La Stampa del 10/11/2011
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Resa dei conti Quattro parlamentari di Pd e Pdl convocano alla Camera i responsabili dell’Usfr. Trattativa aperta per salvare la società
Una qualità che certo non manca all’Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari è la coerenza. Sulla base di questa coerenza, prontamente sottolineata da Trenitalia, 17 consiglieri regionali di maggioranza e opposizione chiedono la convocazione dei responsabili dell’Ufficio in questione a Palazzo Lascaris. Richiesta rilanciata da quattro parlamentari di Pd (Esposito, Lovelli) e Pdl (Armosino, Stradella): loro gli esponenti dell’Usfr, il misterioso organismo salito alla ribalta delle cronache con il «caso-Arenaways», vogliono ascoltarli presso la Commissione Trasporti della Camera. Fatto salvo lo sprofondo del Governo, con quel che ne seguirà, si lavora per calendarizzare l’incontro in tempi rapidi.
Il tema è, per l’appunto, il futuro di Arenaways: primo operatore ferroviario privato a sfidare Trenitalia, fallito a luglio dopo un esordio promettente, ed ora affidato a Leonardo Marta – il curatore fallimentare -, in attesa di stabilire se e a quali condizioni può essere venduto. La prima gara è andata deserta.
La trattativa è delicatissima: c’è un mercato potenziale; ci sono le licenze e le autorizzazioni ottenute da Arenaways, finora confermate dal Ministero dei Trasporti; ci sono i treni e le carrozze. Non ultimo: ci sono i 74 ex-dipendenti, in attesa di conoscere il loro destino, e i ricorsi presentati dalla società prima di portare i libri in Tribunale. Uno pendente presso l’Antitrust, l’altro avanti il Tar del Lazio.
Se è per questo c’è anche l’Usfr: qualche giorno fa, a un anno di distanza dal primo verdetto, ha ribadito la sua posizione confermando il divieto per Arenaways di effettuare le fermate intermedie sulla tratta Torino-Milano. Perchè? Perchè in caso contrario verrebbe turbato il quadro economico di Trenitalia, basato sul contratto di servizio firmato tra la stessa Trenitalia e la Regione.
Da qui la reazione dei consiglieri regionali e dei parlamentari: insospettiti dal tempismo dell’Usfr nel ribadire la sua posizione, e più in generale contrari a una decisione che, denunciano, viola palesemente il principio della libera concorrenza. Così Boeti, Boniperti, Burzi, Gariglio, Giovine, Laus, Lepri, Motta, Negro, Pentenero, Placido, Taricco, Tentoni, Reschigna, Ronzani, Valle, Vignale. La richiesta di audizione, nel caso del Consiglio, è stata inoltrata al presidente Cattaneo, al presidente della seconda Commissione Angeleri e allo stesso Cota. L’iniziativa segue una presa di posizione analoga, già adottata dall’Aula con voto unanime. Partita aperta.
Sempre in tema di trasporto, questa volta su gomma, ieri l’assessore Barbara Bonino ha relazionato in Commissione Trasporti. «Le ipotesi dei tagli relativi al 2012 – protesta Davide Gariglio, Pd – prevedono che sull’area metropolitana di Torino si passi dai 63 milioni di chilometri del 2010 ai 53 milioni nel 2012. In pratica si tratta di sopprimere una linea su cinque. Sul servizio extraurbano, invece, si ipotizza un taglio da 68,7 milioni di chilometri del 2010 ai 57,5 del 2012».





