BOCCIATO ODG PD SU PICCOLI COMUNI. “UNA OCCASIONE SPRECATA PER STARE CON I COMUNI PIEMONTESI E NON CON IL GOVERNO CENTRALE”. UNA DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA
E’ stata una occasione sprecata per dare voce alle realtà locali e alla storia delle autonomie locali, particolarmente forte in Piemonte. Avevamo chiesto con il nostro ordine del giorno alla Giunta regionale di promuovere un giudizio di costituzionalità presso la Corte costituzionale sull’articolo 16 della manovra bis nazionale che riguarda l’associazione dei piccoli comuni.
Siamo infatti tutti convinti della opportunità che i piccoli comuni arrivino a forme di associazione. Siamo invece contrari a una scrittura della norma che la imponga ai comuni con meno di 1000 abitanti, indipendentemente dalle condizioni geofisiche e sociali.
In Piemonte sono 622, oltre il 52%, i comuni che ricadono sotto questa norma. Una norma che fissa criteri solo quantitativi e sostanzialmente inapplicabili, che non tiene conto della necessità di arrivare ad associazioni omogenee, con obiettivi comuni, che siano realmente utili alle comunità rappresentate.
All’unanimità i membri del Consiglio regionale delle autonomie locali, il CAL, hanno chiesto il giudizio di costituzionalità. Avevamo chiesto alla Giunta regionale di dare loro ascolto, e alle richieste che vengono dai comuni piemontesi e dalle loro associazioni. E a Cota chiedevamo di esercitare la sua autonomia e subordinare l’attenzione e la rappresentanza del Piemonte e dei suoi interessi alla fedeltà al governo nazionale.
Purtroppo non è andata così. Restiamo convinti che tocchi alle Regioni definire i criteri con cui arrivare alle associazioni di comuni. E’ la convinzione anche di altre Regioni, come la Toscana, la Liguria, l’Emilia Romagna, che hanno già proposto il giudizio di costituzionalità. E’ questa per noi la strada maestra per ridare alla nostra Regione le competenze sottratte e ai piccoli comuni una prospettiva che, promuovendone l’associazione, ne salvaguardi storia e ruolo.





