NO-TAV, Morgando: “È provato il movimento è ostaggio di pochi fanatici violenti”
Intervista a Gianfranco Morgando su la Repubblica del 27/01/2012 – di Marco Trabucco
![]()
MORGANDO, questa retata contro il movimento No Tav non rischia di arrivare nel momento meno opportuno, quando le contestazioni si stavano indebolendo?
«C’erano indagini in corso e credo che, quando parte una inchiesta, ci siano consequenzialità inevitabili. Se c’è un reato non penso si possa giudicare o meno l’opportunità di punirlo a seconda della situazione. Dobbiamo essere grati alla Procura della Repubblica per aver portato a termine le indaginie aver individuato i responsabili di fatti gravi».
Ci sono nomi inquietanti tra gli arrestati. Crede si possa parlare di nuovo terrorismo? «Credo si possa dire più semplicemente che è dimostrata la tesi che abbiamo sempre sostenuto, e cioè che il movimento di opposizione alla Tav era diventato ostaggio di frange violente che ne condizionavano l’azione».
Il movimento è ostaggio o anche corresponsabile?
«I nomi delle persone fermate dimostrano come non siamo in presenza di pacifici valligiani contrari alla Tav, ma di professionisti dell’antagonismo e della guerriglia urbana. E neppure stupisce la presenza di personaggi dal passato terroristico. Ormai solo qualche irresponsabile invasato può negare il fatto che il movimento di opposizione alla Torino-Lione era guidato da un gruppo ristretto di persone fanatiche che la valle e quei comitati No Tav che si definiscono pacifici non hanno mai saputo o voluto isolare».
La repressione non rischia di esasperare il movimento e di avvicinare ancor di più pacifisti e violenti?
«No, al contrario, credo che anche sul piano politico questi arresti non contribuiscano a risolvere i problemi del movimento. Anzi è un elemento che è destinato ad accentuarne la crisi perché rende sempre più evidente la distanza che separa una protesta legittima nei confronti di un’opera che non si condivide da chi traduce questa protesta in opposizione irriducibilee violenta».
Lei ha tirato un sospiro di sollievo quando ha visto che non c’erano amministratori del Pd sotto inchiesta?
«Noi avevamo già registrato una presa di distanza molto forte dei nostri amministratori, anche dei più fermamente contrari alla Tav, da qualsiasi manifestazione violenta. Lo avevamo molto apprezzato. È la conferma che non c’è nel Pd nessuna confusione.
Però… »
Però?
«Questi arresti rendono evidente come l’azione violenta sia profondamente infiltrata in pezzi di amministrazioni con cui il Pd collabora. Questo per noi è inaccettabile: la collaborazione con soggetti e realtà politico-amministrative che coprono azioni violente, quando non ne sono protagonisti, per noiè impossibile».
Avrà conseguenze, questo, sulle alleanze per le elezioni amministrative di primavera?
«Naturalmente. Dai commenti all’operazione di oggi risulterà evidente se certi principi sono da tutti condivisi, oppure se qualcuno ha deciso di porsi fuori dalla legge e dallo Stato avallando con parole e comportamenti azioni sovversive. È presto per dare risposte, ma non potranno non esserci conseguenze».





