RICLASSIFICAZIONE DEGLI OSPEDALI DEL TORINESE. UNA DICHIARAZIONE DI NINO BOETI
Le proposte sulla riorganizzazione della rete ospedaliera presentate oggi dall’assessore Monferino non possono essere soltanto di pertinenza della Commissione consiliare, ma coinvolgendo in maniera importante la Città di Torino e il Comune di Settimo, dovranno essere oggetto di discussione con i territori e le amministrazioni interessate. le organizzazioni sindacali e di categoria.
La proposta di chiudere completamente l’Amedeo di Savoia e di trasferire tutti i reparti all’Hopital du Piemont di Settimo torinese risolve certamente un problema strutturale, ma ne apre altri due:
Oggi l’Hopital du Piemont è la “valvola di scarico” del Giovanni Bosco, che lo utilizza per la postacuzie, uno dei problemi principali della nostra sanità. I pazienti aspettano 4-5 giorni su una barella nei corridoi del pronto soccorso perché non ci sono posti letto nei reparti. Destinarlo ad altre funzioni apre un’altro problema.
Il secondo elemento è che la chiusura dell’Amedeo di Savoia a Torino priva la città di un punto di riferimento molto importante in un settore delicato, quello delle malattie infettive, dell’Aids e dei problemi ad essi correlati.
Inoltre il Valdese verrebbe svuotato completamente delle attuali funzioni; la senologia trasferita alle Molinette e chiusa l’esperienza dei service: oculistica e ortopedia. Si tratta di equipe di professionisti che lavorano lì da anni, che hanno stabilito con i pazienti rapporti di fiducia reciproca che verrebbero bruscamente interrotti. La chiusura di un ospedale e dei servizi che offre non si traduce immediatamente nella stessa risposta in un’altra struttura, considerate le lunghe liste di attesa degli ospedali torinesi in questo momento; si tratta di una perdita secca.
Infine si ipotizza la chiusura dell’Oftalmico e il suo trasferimento nella Città della salute. E’ vero che si prevedono tempi lunghi, perché la nuova struttura è poco più di un progetto, ma certamente questo chiuderebbe una pagina importante della storia della oculistica di Torino, cancellando uno dei punti di riferimento della sanità cittadina.





