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Country party, è il ruolo del Pd
Davide Gariglio su Europa del 9/3/2012
Il sostegno di Italia dei Valori e Sel alle manifestazioni di questi giorni contro la Tav e la sconfitta di Rita Borsellino, candidata di Pd-Idv-Sel alle primarie di Palermo, sono il segnale evidente che l’alleanza di Vasto è ormai un fatto politico del passato. È legittimo essere contrari alla Tav, ma il Partito democratico non può pensare di allearsi e di costruire un programma per il futuro del paese con forze politiche che dissentono su scelte, come la Tav, che il Pd considera strategiche per il futuro.
La vicenda Tav ha superato ormai la dimensione di una protesta Nimby (not in my backyard), cioè di una protesta di chi non vuole che l’opera sia fatta vicino alla propria casa. La Tav è diventata la bandiera attorno a cui si aggregano tutte le forze radicali e antagoniste, quel pezzo di società che si aggrega sempre contro qualcosa, che vuole costruire per il 2013 una coalizione politica di stampo massimalista che si contrapponga alle destre.
Se quest’operazione avesse successo, andremmo incontro all’ennesima sconfitta e in Italia la destra governerebbe per i prossimi 20 anni! Credo che il Pd debba capire che la Seconda Repubblica è terminata con le dimissioni di Silvio Berlusconi da premier. Come è successo con la caduta del muro di Berlino, il crollo del comunismo e del Pci ha determinato in Italia anche la fine delle forze politiche che avevano governato l’Italia nei primi 40 anni di Repubblica.
Il Pd deve prendere atto della fase nuova e recuperare il suo dna originario. Credo che le alleanze del futuro dovranno (e finalmente potranno) essere ricercate sui programmi e non più sull’antagonismo alla controparte. Non è credibile tornare a governare con quelle forze che oggi osteggiano il governo Monti e cavalcano ogni protesta di piazza; finiremmo per avere, come già avvenuto due volte, coalizioni eterogenee e incapaci di governare.
Il ruolo di partito che ha a cuore il bene del paese, di country party, che il Pd si è assunto appoggiando il governo Monti e assecondando la preziosa azione del presidente della Repubblica va fatto proseguire anche nella prossima legislatura, con alleanze stipulate nel perimetro delle forze che, in un momento drammatico per il paese, si sono fatte carico di sostenere questo esperimento di unità nazionale.
Le stesse primarie di Palermo, se i risultati saranno confermati, dimostrano che l’alleanza Pd, Sel e Idv non mobilita nemmeno più il popolo del centrosinistra, che preferisce un candidato alternativo alle scelte nazionali dei partiti.
Su questi temi il Pd è chiamato ad una decisione che deve essere netta e veloce, pena nuotare in un’ambiguità che ci penalizza e che non ci porta da nessuna parte.





