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Franceschini: “dagli evasori soldi a disoccupati e poveri”

Intervista a Dario Franceschini su la Repubblica del 21/4/2102 – di Annalisa Cuzzocrea

ROMA – Che sia la politica a guidare, non i mercati. Che la finanza segua regole nuove per un mondo nuovo. Da costruire insieme, unendo le forze progressiste di ogni Paese. Dario Franceschini ha appena concluso la due giorni di “Rewrite the world”, riscrivi il mondo, organizzata dal gruppo Pd della Camera con parlamentari che sono arrivati da Brasile, Uruguay, Giappone, Birmania, Stati Uniti, oltre che dalla vicina Europa. Dopo il crac di Lehman Brothers si era parlato della necessità di nuove regole per la finanza.

Perché non è cambiato nulla? «Le imprese, i mercati, si sono adeguati velocementea un mondo senza frontiere e senza distanze. I governi invece pensano ancora di poter affrontare tutto in una logica nazionale, o al più con accordi tra Stati. Ogni volta che un Paese si avvicina alla democrazia, questo viene salutato come un evento straordinario e positivo. E invece si accetta pigramente, quasi fosse ineluttabile, che a livello globale vigano le regole più primitive: contano la forza economica e la forza militare. Porsi come obiettivo di portare la politica alla guida del mondo globale è la sfida di questo secolo».

Una sfida condivisa con Hollande? «Ci sono le elezioni in Francia, poi ci saranno quelle in Italia e in Germania. Se vincessero le forze progressiste, il primo tema sarebbe correggere le politiche. E farsi una domanda: è normale che nel momento di massima crisi si pretenda il massimo di austerità?».

Sta sbagliando anche il governo italiano? «Monti sta salvando il Paese dal baratro in cui lo aveva portato il governo Berlusconi. È bene non dimenticarlo mai. Noi però dobbiamo cercare di tirare la coperta verso equità e giustizia sociale. Chi ha un reddito basso sta male, ma ci sono migliaia di persone che perdendo il lavoro di colpo passano dal ceto medio alle fasce di povertà assoluta. E non si vedono, non hanno voce. Il governo vuole utilizzare il ricavato della positivissima lotta contro l’evasione fiscale per ridurre l’aliquota più bassa. Io penso invece che debba essere destinato ad ammortizzatori sociali per chi è senza lavoro e senza cassa integrazione. E alle fasce di povertà assoluta con un trasferimento di risorse ai comuni vincolato all’assistenza sociale a queste persone».