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IL CENTRODESTRA BLOCCA SE STESSO SUL BILANCIO. COTA PRENDA ATTO CHE NON HA PIU’ UNA MAGGIORANZA.

Non si era mai vista una maggioranza che fa ripetutamente saltare i lavori del Consiglio regionale su un documento fondamentale come il bilancio e un presidente che anche in questa situazione non è in aula. Per vederlo dovremo rivolgerci a chi l’ha visto?
Il centrodestra piemontese ha messo in scena anche questo, lo spettacolo di una coalizione che blocca se stessa facendo mancare a oltranza il numero legale. Una vergogna sul piano istituzionale. Il segno della resa su quello politico. Il presidente Cota prenda atto che non ha più una maggioranza che lo sostiene in Consiglio.

Se venisse in aula potrebbe esercitare la sua leadership, ammesso che ne abbia ancora una. Ma anche in queste ore dai banchi di Palazzo Lascaris abbiamo assistito a una duplice assenza: quella della maggioranza e quella del presidente Cota. Assenze entrambe totalmente ingiustificate.

Scr, Csi, caccia e soprattutto nomina dei direttori della aziende sanitarie: su questo la maggioranza è bloccata, non sulle strategie per rilanciare il Piemonte. E’ interessata esclusivamente ai suoi giochi di potere, del vuoto di governo in cui lascia la regione se ne infischia.

Non pensino di risolvere le loro questioni interne per poi tornare in aula a chiedere senso di responsabilità alla minoranza. Sulla caccia, ad esempio, non valgono i giochetti delle tre carte che qualcuno ha in mente. Va bene evitare il referendum per risparmiare 22  milioni, ma occorre una intesa su un documento politico che fissi nero su bianco i punti dettagliati di una nuova legge che tenga anche conto dei quesiti referendari.

Sul documento non basterà la firma di Cota e dei capigruppo di maggioranza. Chiederemo anche garanzie scritte, come il congelamento di tutte le norme regolamentari che tutelano la tempistica di approvazione dei provvedimenti della Giunta, finché la nuova legge non sarà approvata.

ALDO RESCHIGNA