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Il Pd: “Il piano sanitario fallirà più spese e nuovi centri di potere”
Marco Trabucco su la Repubblica del 5/4/2012
Un piano sanitario che rischia di aumentare la spesa invece di ridurla, che aumenta i posti di potere invece di tagliarli che non ha una serie programmazione e rischia di fallire anche nelle sue migliori intenzioni perché fatto senza cercare il consenso dei territori e di chi nella sanità ci lavora. È il giudizio quasi completamente negativo che il Pd piemontese da della riforma appena varata dalla giunta Cota. Per ribadire il loro no, già affermato con il voto contrario in aula i Democratici hanno convocato ieri una conferenza stampa «collettiva»
(c´erano quasi tutti i componenti del gruppo di Palazzo Lascaris insieme al segretario regionale Gianfranco Morgando. Il primo a parlare e il più duro è stato il capogruppo Aldo Reschigna: «Lo sbandierato consenso a questo piano, erroneamente dichiarato epocale da Cota quando invece ha una matrice prevalentemente economicistica, non c´è. E per questo noi pensiamo sarà anche di difficile attuazione».
Certo il Pd rivendica anche, a ragione di aver contribuito a modificare in meglio il piano: «Dopo un anno e mezzo di lavoro di incontri in giro per tutto il Piemonte – ha spiegato Morgando, – siamo riusciti a mettere importanti paletti alla riforma: abbiamo impedito la separazione territorio-ospedale, la nascita di una inutile Asl per il 118. Soprattutto siamo riusciti a garantire le risorse per le politiche sociali, che Monferino e Cota avevano dimenticato: 110 milioni di euro». «Risultati che hanno migliorato il provvedimento – ha aggiunto Nino Boeti, referente per la sanità del Pd – ma non abbastanza per giustificare un voto positivo». «E le forze delle minoranza che si sono astenute – ha continuato Reschigna alludendo a Udc e Idv – se ne assumeranno le responsabilità. Il piano poi porta ad un inutile aumento delle poltrone. In più Monferrino parla di un ulteriore taglio ai costi di 72 milioni di euro dopo i 90 risparmiati nel 2011. Ci chiediamo come sarà possibile visto che dovrà pagare 6 nuovi mega manager per federazioni». Quanto alla possibilità di trasferimenti di personale tra le Asl evocata dall´assessore, Reschigna è stato drastico: «Di questo è meglio che Monferino parli con i sindacati e non con i giornali. Non siamo contrari ad una riorganizzazione del lavoro, ma non avvalleremo ulteriori tagli al personale che inficino il diritto dei cittadini ad una seria sanità pubblica». Il Pd, ha anche annunciato una fiaccolata in difesa dell´ospedale Valdese.
Sulla mobilità del personale sanitario sono intervenuti anche i sindacati: «Ci sono, purtroppo, due dettagli nelle parole di Monferino che non tornano – dichiarano Vincenzo Di Leo (Fp Cgil), Gianpiero Porcheddu (Cisl Fp) e Antonio Di Capua (Uil Fpl) – Sulla mobilità dichiara di aver aperto un tavolo di discussione con i sindacati. Peccato che noi non ne siamo a conoscenza, non essendo mai stati né convocati né preavvisati»





