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Ora il PD scelga il PSE

Sergio Cofferati su L’Unità del 4/4/2012


E’ arrivato il momento per il Pd di organizzare la sua adesione al Partito Socialista Europeo. Le ragioni che sollecitano l`ingresso nella famiglia socialista sono molteplici. Al momento delle ultime elezioni per il Parlamento europeo il partito socialista accolse la richiesta del Pd di accoglierlo nel gruppo parlamentare cambiando il profilo e la denominazione di quello precedente.

Il nuovo gruppo è diventato quello dei Socialisti e Democratici e a distanza oramai di tre anni si può dire che la contaminazione ha prodotto effetti importanti sia sul piano delle politiche del gruppo che delle responsabilità assunte e risolte dagli italiani. Il dibattito che si sta sviluppando nella gran parte delle forze socialiste e socialdemocratiche europee è di grande interesse e delicatezza, potrebbe sfociare nella riproposizione di vecchi e consolatori modelli laburisti oppure in nuovi progetti di sinistra dinamica e capace di coniugare diritti di cittadinanza e diritti del lavoro con una economia sostenibile. Molto dipende dalle volontà nazionali ma la seconda ipotesi, quella che anche noi cerchiamo di proporre, sta guadagnando consensi. Per il suo sviluppo, fino a diventare maggioritaria, sarà decisivo il congresso del Pse in autunno, quello che dovrà sostituire nel ruolo del presidente Rasmussen ma che in particolare dovrà fissare la nuova rotta socialista. Assistere dall`esterno a questo dibattito, come sarà inevitabile se la nostra collocazione attuale non muterà, diventerà un errore rilevante per l`oggi e per il domani. Sarebbe ben più utile porre in essere contemporaneamente la richiesta di ingresso e quella, al Pse, di trovare insieme le modalità per rendere visibile e potenzialmente produttiva la novità politica, esattamente come si fece per la costituzione del gruppo S &D. Il lavoro di questi mesi, utilissimo, per individuare un progetto comune tra Bersani, Hol- land e Gabriel cammina in quella direzione. Non è un caso che i tre leader abbiano avvertito l`esigenza, nel mezzo d una durissima crisi finanziaria, economica e sociale che investe l`Europa di costruire un progetto comune per la crescita e lo sviluppo che contrasti efficacemente la linea della destra ancorata alla sola stabilità e alle presunte funzioni taumaturgiche del mercato. Il lavoro dei tre è ovviamente mirato alle consultazioni elettorali future ma si basa anche su una condivisione di valori e non solo di azioni politiche. Dunque può consolidarsi in una comune casa che rafforzi quei valori e ne estenda l`efficacia e l`importanza. Nello stesso tempo è ripresa nel Parlamento europeo la discussione su come rinforzare la struttura delle istituzioni europee avvicinandole nel contempo ai cittadini. Si è fatta l`idea di un «ministro dell`Economia» con funzioni simili a quelle del commissario alle Politiche estere per dare uniformità e coerenza all`azione fiscale e a quella economica. Ancora più importante è arrivare all`ipotesi dell`elezione diretta del Presidente della Commissione e della presentazione di liste transnazionali alle prossime lezioni europee. Queste ipotesi, delle quali si discute seriamente, sono attivabili con efficacia da partiti europei, che devono avere ampia rappresentanza e massa critica in tutto il Continente. Anche questo treno non può essere lasciato passare con indifferenza o distrazione. Nelle ultime settimane, infine, è stato scritto e reso pubblico un appello per il rilancio del socialismo in Europa, lo ha redatto Harlem Desir, il segretario reggente del partito socialista francese. La proposta è stata firmata da molti di diversa provenienza e responsabilità. È l`ulteriore conferma di quanto siano condivise alcune esigenze e di quanto sia largo l`orizzonte delle sensibilità che convergono verso i valori ai quali il documento si ispira. Lo ha autorevolmente ricordato Jacques Delors nel suo intervento a sostegno del manifesto la scorsa settimana a Bruxelles. Il rafforzamento della rappresentanza sovranazionale, quella politica, quella economica e quella sociale è indispensabile per uscire dalla crisi rilanciando l`Europa. È una sfida per tutti. I grandi cambiamenti si realizzano attraverso il confronto esplicito e leale all`interno di una struttura e non guardando con distacco il lavoro e il travaglio degli altri.?