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Giorgis: “Un incredibile groviglio giuridico. Così si fa un favore all’antipolitica”

Intervista ad Andrea Giorgis su la Repubblica – Torino del 15/7/2012

«L’ONDATA antipolitica presente oggi in Italia ha molte e diverse ragioni. Certo che però qualcuna, e valida, viene anche offerta su un piatto d’argento a chi già si muove in quella direzione». Andrea Giorgis, presidente del Pd piemontese, docente di diritto costituzionale, non nasconde un certo sconforto di fronte al groviglio giuridico che ancora una volta sembra avvolgere la vicenda delle firme false nelle elezioni regionali del 2010.

Giorgis, come può succedere che mentre da una parte le giustizia penale va avanti e si arriva addirittura alla sospensione di un consigliere regionale condannato dall’altra quella amministrativa non abbia ancora stabilito se la sua lista fosse valida oppure no?
«Questa vicenda dimostra una volta per tutte che occorre una rapida e radicale riforma delle norme che disciplinano i controlli elettorali. Il caso Piemonte, ma anche quelli di Lombardia e Molise, evidenziano la necessità che i controlli sulla legittimità vengano fatti prima e non dopo, con le conseguenze e i ritardi che oggi sono sotto gli occhi di tutti, privando chi governa della piena legittimità che gli sarebbe invece indispensabile».

Ora però si aspetta il Consiglio di Stato.
«Sì, ed è una situazione che non può non apparire irragionevole e illogica agli occhi dei cittadini. Perché, dopo che un giudice penale ha accertato per ben due volte che è stato commesso un falso non se ne può prendere atto anche in sede amministrativa?».
Che cosa potrà accadere dopo la decisione dei giudici amministrativi di appello?
«Innanzi tutto dobbiamo augurarci che il Consiglio di Stato ammetta che è possibile prendere atto delle sentenze penali senza attendere la causa civile. Se così non fosse, infatti, dovremo attendere gli esiti di una causa che può essere anche molto lunga e incongrua rispetto a quello di cui stiamo discutendo, cioè il fatto che le elezioni si siano svolte legittimamente o meno».

E se accadesse quello che lei auspica, e cioè se il Consiglio di Stato ammettesse che il falso c’è?
«Allora il giudice amministrativo non potrebbe che annullare le elezioni, attendendo solo l’esito della Cassazione, e cioè la conferma che il reato si è compiuto. Subito dopo, il giudice amministrativo potrebbe decidere la nullità delle elezioni, sarebbe la soluzione più ragionevole anche alla luce dei precedenti in questo campo».

La sospensione di Giovine e l’ingresso di un nuovo consigliere regionale al suo posto è sensata, in questo contesto?
«Non molto, mi pare, perché qui è in discussione la legittimità di un’intera lista, e non solo il sia pur grave reato commesso da un singolo. Diciamo che la sospensione di Giovine non ci illumina in nessun modo su ciò che tutti i piemontesi avrebbero diritto di sapere, e cioè se le elezioni del 2010 sono avvenute regolarmente oppure no».