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SPENDING REVIEW E CONSEGUENZE SUL PIEMONTE. UNA DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA

La riduzione delle risorse per la sanità di 4,5 miliardi di euro tra 2012 e 2014 nelle intenzioni del governo Monti, che si somma agli 8 miliardi di tagli tra il 2013 e il 2014 stabiliti da Tremonti nello scorso governo, disegna per il Piemonte uno scenario insopportabile, visto che le ricadute nella nostra regione sono circa l’8% del taglio nazionale.
Di fronte alla prospettiva legata anche al forte invecchiamento della popolazione piemontese, che porterà con sé necessariamente la crescita della spesa per la cronicità rispetto a quella dell’acuzie, il problema della riduzione dei posti letto negli ospedali rischia di passare in secondo piano rispetto al fatto che, con tagli così pesanti, non si potranno spostare risorse dagli ospedali ai servizi sui territori, la domiciliarità e la residenzialità per i non autosufficienti.


Se infatti è possibile utilizzare meglio le risorse del Fondo sanitario nazionale, attraverso azioni che aumentino l’efficienza e l’efficacia dei servizi, l’entità di questi tagli è tale da andare molto oltre tale recupero, con il rischio di minare il sistema dei servizi.
Poniamo però al governo regionale la questione di una urgente discussione sul ruolo delle Federazioni sanitarie, su cui la Giunta regionale pone gran parte delle proprie aspettative in termini di contenimento della spesa sanitaria. Tale nostra richiesta è motivata dalla possibile applicazione alle Federazioni sanitarie della normativa che impone l’alienazione e la messa in liquidazione entro il 31.12.2013 delle società che svolgono la propria attività unicamente a favore di soggetti pubblici.
Infine, è evidente che la Regione Piemonte è chiamata ad una operazione di profondo ridisegno delle società controllate perchè le nuove norme, se mantenute in sede di conversione del decreto, avrebbero un impatto fortissimo su realtà come FinPiemonte, Csi, Ipla, solo per citarne alcune. La preoccupazione aumenta ancora se si considera che il decreto legge nulla dice sul destino del personale di quelle società, ed è evidente che con i vincoli di turn over imposti difficilmente potrebbe essere riassorbito dalla Regione stessa.

Aldo Reschigna, Presidente Gruppo Regionale PD