Meno anziani in casa di riposo, più lunghe le liste di attesa. Alcune contraddizioni di politica sociale in Regione
Dall’inizio del 2011 al giugno di quest’anno il numero di anziani ricoverati in casa di riposo in Piemonte è diminuito di 434, mentre è aumentato di 1557 il numero di quelli in lista di attesa. Sono questi i dati distribuiti oggi in quarta Commissione consiliare dall’assessore Monferino, che si è comprensibilmente difeso confermando che è sua intenzione potenziare i servizi territoriali, tra cui le residenze per anziani, recuperando risorse dalla razionalizzazione della rete ospedaliera.
“Peccato che le scelte su dove realizzare risparmi stiano andando in direzione opposta”, commenta Stefano Lepri. “Infatti la delibera numero 2 del 6 agosto scorso, che definisce gli obiettivi economico-finanziari delle Asl, mentre conferma la spesa storica ospedaliera del 2011 anche per questo anno, prevede che parte dei risparmi possano essere ottenuti da un taglio del 3% dei pagamenti a chi gestisce le case di riposo e, più in generale, da un contenimento delle spese nella cosiddetta ‘altra assistenza’, cioè anche nelle strutture per anziani. Una decisione, questa, in contrasto con le indicazioni ministeriali”.
“Abbiamo anche rappresentato il nostro sconcerto sulla delibera 45 del 30 luglio scorso, dove si prevede che gli interventi post ospedalieri per le persone anziane non autosufficienti siano possibili solo per un tempo più breve e, dopo 30 giorni, con una compartecipazione alle spese da parte dell’utente. In questo modo gli anziani non chiederanno di andare in RSA, bensì in casa di cura, dove si può rimanere per tutto il decorso di postacuzie, cioè fino a 120 giorni, senza dover pagare nulla. Un altro paradosso, questo, che cozza con la volontà di risparmiare e rendere più appropriati i percorsi di cura”.
Stefano Lepri, Consigliere Regionale PD





