Franceschini: “Un ex premier non può dire certe idiozie”
Intervista a Dario Franceschini su Il Secolo XIX del 28/1/2013 – di Alessandro di Matteo
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Messaggio a Monti: basta attacchi o intese impossibili. Dario Franceschini, presidente del gruppo Pd alla Camera, non vuole liquidare come uno scivolone la frase di Berlusconi. «E stato premier, che effetto possono avere queste dichiarazioni all`estero?».
Franceschini, Berlusconi riabilita Mussolini nel giorno della memoria. Sa ancora dettare l`agenda…
«In questo caso più che un`agenda è un`idiozia, una cosa culturalmente pericolosa. Ciò che conta non sono le rettifiche o le correzioni che fa dopo, ciò che conta è il messaggio: fa sembrare che l`unico problema del fascismo siano state le leggi razziali, come se non ci fossero state la guerra, la dittatura, l`alleanza con il nazismo, la fine della democrazia…».
Il solito copione, Berlusconi che raccoglie gli umori “del bar”: “In fondo Mussolini ha bonificato le paludi…”.
«Il problema è che lui non sta facendo chiacchiere da bar, è un uomo che ha guidato il paese e si ricandida a guidarlo. C`è da chiedersi quali potranno essere nel mondo le reazioni ad una frase così, peraltro detta nel giorno in cui la Merkel dice che la responsabilità dei tedeschi per i crimini nazisti è perenne. Berlusconi non va sottovalutato, non si può chiuderla dicendo “è un`altra delle sue sciocchezze”. E un danno culturale, le scelte economiche le puoi cambiare, ma danni così ci vogliono anni per sanarli. Non è un caso che gli elettori che lo hanno votato e oggi sono arrabbiati con lui non votano la sinistra, ma Grillo: vedo sempre più punti di vicinanza tra lui e Berlusconi, e non dimentichiamo che Grillo aveva det- to che avrebbe preso molto volentieri in lista un ragazzo di Casa Pound».
Ma secondo voi il Cavaliere può rimontare?
«Io sono per non sottovalutare, l`abbiamo visto purtroppo tante volte: è totalmente incapace di governare, ma abile e spregiudicato nel fare le campagne elettorali. Per questo non va sprecato nessun voto…».
Chiedete il “voto utile”…
«Non è un`arma da campagna elettorale, ma una considerazione aritmetica legata a questa legge elettorale: chi vince ha il premio di maggioranza. Ogni voto sottratto a noi è un voto che può far vincere Berlusconi».
Un ragionamento che vale anche per la lista Monti?
«E evidente che la sfida per chi arriva primo è tra noi è Berlusconi. E, ripeto, io sono per non sottovalutare il rischio di una rimonta del Cavaliere».
Ormai vi scontrate ogni giorno con Monti. Cosa accade?
«Sta succedendo che Monti da quando ha deciso di impegnarsi in politica ha cambiato completamente toni e linguaggio, è passato dalla promessa di ridurre Imu, Irpef, Iva e chi più ne ha più ne metta, a criticare il Parlamento e i partiti per il comportamento di questo anno. Per questo mi chiedo: è lui o è un sosia? E lo stesso che ha speso elogi che restano agli atti per ringraziarci del nostro sostegno? E lo stesso contro cui ci siamo dovuti impegnare a fondo per evitare l`aumento dell`Iva o per ridurre l`impatto di Irpef e Imu?».
Sta dicendo che Monti è diventato uomo da promesse elettorali?
«Mi pare un dato di fatto che ha cambiato registro e che si fa consigliare dai “guru” della comunicazione. Mi dispiace, ma sembra davvero un`altra persona».
Probabilmente vuole che non vinciate al Senato per rimettere in discussione l`assetto di alleanze del Pd.
«Proprio per questo gli italiani dovrebbero metterci in condizione di vincere sia alla Camera che al Senato, di essere autosufficienti. In questo modo l`eventuale allargamento della maggioranza di governo sarà frutto di una scelta politica e non una costrizione numerica».
Ma lei dice che è ancora possibile un dialogo con Monti dopo il voto, nonostante i toni degli ultimi giorni?
«Se si ferma qua, sì. Se fosse un`escalation di toni contro di noi diventerebbe tutto più difficile».
Intanto vi attacca su Mps.
«Gliel`aveva detto il guru americano il giorno prima che doveva attaccare gli avversari. E lui ha scelto il modo peggiore per dargli retta…».
Però su Mps nel Pd la fate un po` facile. Bersani dice `vi sbraniamo`, ma anche il governatore della Toscana Enrico Rossi, uno dei vostri, dice che “le grandi sirene della finanza internazionale hanno incantato anche la sinistra”.
«Se ci sono delle responsabilità locali, in una città particolare come Siena nell`intreccio statutario tra politica locale e Fondazione, è un conto. Ma la pretesa di coinvolgere il Pd è un`arma spuntata da campagna elettorale. Non avendo di meglio, si attaccano lì».
Se non avrete i numeri al Senato sareste disposti ad accettare Monti premier per formare il governo?
«Monti giustamente dice di essere uno dei leader italiani più europei: mi dica se esiste un paese d`Europa in cui il leader capo del governo non è il leader del partito più grande. Ci sono governi di coalizione in vari paesi, ma mai la guida spetta a quello più piccolo. E` capitato in Italia con Craxi e basta, in una stagione del tutto particolare».
Ma su temi come la guerra in Mali e la patrimoniale, Vendola già si smarca. Non mi dica che basta la regola del voto a maggioranza per risolvere queste divergenze.
«Basta, invece. Basta eccome. È ri- dicolo agitare lo spauracchio di Vendola e in qualche caso Fassina. Qualcuno dovrebbe riconoscere che dal 2008 abbiamo rotto con Ferrero, con Di Pietro… Vendola governa una del- le regioni più moderne e ha pieno diritto di esprimere le sue idee. Poi abbiamo stabilito una regola: di fronte a divergenze si vota a maggioranza nei gruppi parlamentari. E il Pd avrà i 4/5 della maggioranza in Parlamento…».





