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Bindi: “Questa è pubblicità regresso sta ingannando gli elettori”

Intervista a Rosy Bindi su la Repubblica del 20/02 – di Alessandra Longo

«Ma questa è pubblicità regresso? E un`offesa all`intelligenza degli italiani». Rosy Bindi, dalla Calabria, dove fa la capolista per la Camera, commenta l`ultima trovata del Cavaliere, la lettera sull`Imu. Nei comizi, nelle piazze calabresi, in tanti si sono presentati con quel foglio in mano, ricevuto nella cassetta di casa in mezzo alle bollette.


Onorevole Bindi, come la vede?
«Un capolavoro, davvero».
Bisognava aspettarsi il coup de théatre a poche ore dal voto.
«Vada per il fotoromanzo della sua vita che Berlusconi inviò anni fa agli italiani ma questa volta è peggio, sí sta giocando con la vita delle persone. Questa è pubblicità ingannevole, ed è anche un`altra ferita alle istituzioni. Sembra una lettera mandata dall`Ufficio delle Entrate. Si è appropriato in piena campagna elettorale dì una funzione istituzionale. C`è gente che è venuta qui, agli incontri promossi dal Pd, con la lettera in mano. Ma si può scherzare con l`essenziale, si possono fare i fuochi d`artificio su un terreno così sensibile?»
Non pensa che ci sia la possibilità che un messaggio come quello dell`Imu restituita destabilizzi l`elettore indeciso?
«Io penso che un`idea così nasca da un deficit democratico, dalla convinzione che il popolo beva tutto, che gli italiani ci caschino ancora una volta. Ma la crisi ha acuito la loro sensibilità, non credo che ci sia spazio per l`inganno. Perché delle due l`una: o è una falsa promessa elettorale o, se Berlusconi decidesse davvero, nell`improbabilissimo caso di vittoria, di restituire ì soldi dell`Imu, finirebbe come con l`abolizione dell`Ici. Anche quella fu una presa in giro. L`Italia non se la poteva permettere e, infatti, anche da lì cominciò l`instabilità economica che Mario Monti ha poi dovuto fronteggiare. Perché mai togliere l`Ici a un reddito come il mio? Diverso è stabilire una franchigia, come proponiamo noi per l`Imu, una soglia che tenga conto dei redditi più deboli e, contemporaneamente, chiedere di più a chi possiede grandi patrimoni immobiliari».
Berlusconi taglia la testa al toro, scrive a casa e fa sognare.
«Appunto. È pubblicità regresso, sulla pelle delle famiglie. Per molti elettori 400 o 500 euro sono pezzi di vita. Prenderli in giro è una cosa grave. Vorrei ricordare che l`Imu è una tassa istituita dal governo Berlusconi».
Gli appelli finali del Pd sono più classici…
«Non dobbiamo ricorrere agli annunci dell`ultima ora. La nostra campagna elettorale viene da lontano. Abbiamo un programma serio, pensato per risalire la china e innescare un vero meccanismo di risanamento del Paese. Il fallimento della destra si può vedere qui in Calabria. Il Meridione è stato abbandonato al proprio destino e l`arretramento di questi ultimi anni è impressionante. Berlusconi dovrebbe mandare una lettera di scuse a questi italiani. In tutta Europa c`è stata e c`è la crisi ma è il Sud d`Italia che sta pagando il prezzo più alto in termini di lavoro e di disuguaglianze».
Al posto della lettera di scuse nelle case degli italiani impoveriti è arrivato il messaggio sull`Imu. Molto più accattivante.
«Spero che questa sia l`ultima trovata elettorale di Berlusconi, il suo testamento delle fandonie».