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Aldo Reschigna (PD): “Il rimpasto di Giunta è un accanimento terapeutico”

Avrei voluto regalare al presidente Cota un pinocchietto di legno della Valle Strona: ancora una volta ha smentito se stesso. Aveva parlato di una riduzione degli assessori, ha mantenuto lo stesso numero aumentando di due gli assessori esterni che fanno crescere i costi di Giunta.

Le scelte le hanno fatte a Roma Maroni e Alfano, a dimostrazione di quanto la sua autorevolezza di presidente della Regione sia limitata. E sono stati scelti tre assessori “trombati” alle scorse politiche, dando il segno non di un forte cambiamento, ma della risposta alle ambizioni personali negate dalla competizione elettorale.

Inoltre il presidente Cota resta parlamentare, a differenza di altri, come i due consiglieri Lepri e Taricco, che hanno già presentato le dimissioni per un dovere morale che hanno sentito di dover rispettare. Purtroppo non è difficile prevedere una lunga vicenda prima che l’incompatibilità venga sciolta, nonostante glielo chiediamo non solo noi, ma anche membri autorevoli del suo partito.

E poi la vicenda Monferino. L’assessore dimessosi era il nocciolo della sfida del presidente: un assessore esterno alla politica in grado di riformare la sanità senza fare i conti con il sistema dei partiti. Questa era la scommessa, per questo le dimissioni di Monferino rappresentano la sconfitta della politica di Cota.

A questo punto il rimpasto di Giunta è un accanimento terapeutico che ha come unica prospettiva il prolungamento di una agonia da noi più volte denunciata. A pagare il prezzo sarà ancora una volta il Piemonte.