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Amministrative 2013. Per la prima volta la doppia preferenza sulla scheda elettorale

Domenica 26 e lunedì 27 maggio si svolgeranno le elezioni amministrative per l’elezione dei Sindaci e dei Consigli comunali e circoscrizionali. Per la prima volta, i cittadini dei comuni superiori ai 5000 abitanti potranno esprimere due preferenze, purché riguardanti candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.

La nuova legge sulle rappresentanze di genere riguarda i consigli e le giunte degli enti locali e i consigli regionali. La novità più significativa è la modifica della legge per l’elezione dei consigli comunali nei comuni con popolazione superiore ai 5000 abitanti con la possibilità di esprimere la doppia preferenza, se di genere diverso e con la quota di lista che salvaguardia almeno un terzo di rappresentanza per ciascun sesso. Di notevole rilievo sono anche gli interventi a favore della parità di genere nelle giunte e, più in generale, in tutti gli organi collegiali non elettivi.

La nuova legge prevede che il sindaco nomini la giunta nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi, costituendo di fatto una base giuridica inattaccabile per cui la nomina di giunte monosex non sarà più possibile. Occorre evitare una lettura minimale della norma cha va interpretata in quanto garanzia della presenza qualificata di entrambi i generi. In questo senso un ruolo determinante sarà svolto dalle modifiche degli statuti adottate in attuazione della legge.

La legge modifica la norma del testo unico degli enti locali che disciplina il contenuto degli statuti comunali e provinciali con riferimento alle pari opportunità.

In particolare, è previsto che gli statuti stabiliscano norme per “garantire”, e non più semplicemente “promuovere” (come nel testo previgente), la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali non elettivi del comune e della provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi partecipati.

Fondamentale sarà dunque l’attuazione da parte degli statuti comunali e provinciali della nuova disposizione. La ‘garanzia della presenza di entrambi i sessi’ può essere in tal caso sicuramente letta come un’indicazione minima imposta dalla legge statale, destinata ad essere sviluppata nei singoli statuti.. La palla passa dunque ai consigli comunali e provinciali, che potrebbero cogliere l’occasione per divenire dei laboratori sul tema della parità, anche andando oltre la disciplina degli organi collegiali.

Par condicio. Nella legge sulla “par condicio” , viene sancito il principio secondo cui i mezzi di informazione, nell’ambito delle trasmissioni per la comunicazione politica, sono tenuti al rispetto dei principi di pari opportunità tra donne e uomini sanciti dalla Costituzione.

Il partito democratico ritiene estremamente importanti le azioni positive introdotte dalla legge per promuovere la democrazia paritaria perché la presenza di un numero maggiore di donne in politica è un obbiettivo fondamentale per la buona politica e la buona amministrazione. Occorre far conoscere queste disposizioni affinché i cittadini si avvalgano della possibilità di esprimere la doppia preferenza per portare più donne nelle istituzioni, a partire da questa tornata amministrativa. Chiediamo agli organi di informazione di aiutarci a far conoscere questa opportunità e ci impegniamo a vigilare affinché la normativa trovi piena applicazione nella definizione delle giunte, degli organismi collegiali e chiediamo che sia al più presto approvata la nuova legge elettorale regionale.

Ci impegniamo altresì a presentare nei consigli comunali ordini del giorno e proposte di modifica degli statuti per rendere sempre più efficace il percorso che porta alla parità di genere.