CAVALLERA AMMETTE LA CHIUSURA DELLE FEDERAZIONI. MA NON DICE NULLA SUL PIANO SANITARIO CHE STA CONCORDANDO CON ROMA
Finalmente l’assessore Cavallera lo ha detto: l’attuale configurazione delle Federazioni sarà superata. Il fiore all’occhiello di Monferino, le sei strutture che in prospettiva dovevano diventare le nuove Asl, scompariranno. La consideriamo una nostra vittoria.
Resta però aperto il tema della emodinamiche e della rete ospedaliera, in sostanza il nuovo piano sanitario, su cui Cavallera rinvia ogni discussione accampando scuse tecniche.
La verità è che, distrutto con la chiusura delle Federazioni l’intero piano sanitario di Monferino, di cui non resta più nulla, l’assessore Cavallera sta concordando nel chiuso delle stanze con i funzionari romani il piano triennale di rientro, quello che di fatto si configura come il nuovo piano sanitario.
Sarà un piano di tagli pesanti, che deciderà l’assetto della nostra sanità nei prossimi anni. Non è accettabile che si arrivi a questo senza una discussione pubblica con il Consiglio regionale e con le associazioni di categoria e con i territori. Abbiamo già assistito a un tentativo analogo da parte di Monferino, sventato dalla nostra opposizione e da quella dei territori. Cavallera si decida: o la discussione sul piano di rientro sarà pubblica e trasparente nelle sedi istituzionali e non, o la nostra opposizione sarà dura e ferma.
Aldo Reschigna, Presidente Gruppo regionale PD
Nino Boeti, Consigliere Regionale PD





