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CONSIGLIO APPROVA ODG CONTRO PRESIDENTE COMPAGNIA DI SAN PAOLO

(ANSA) – TORINO, 4 GIU – Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato oggi un ordine del giorno con cui chiede le dimissioni del presidente della Compagnia di San Paolo, Sergio Chiamparino. Approvato con i voti di parte della maggioranza di centrodestra piu’ Udc e M5s, il documento censura l’ex sindaco Pd di Torino sostenendo che la sua presenza ai vertici della fondazione bancaria non ne garantisce l’indipendenza.
‘Si ponga fine a una situazione imbarazzante – esorta la prima firmataria Augusta Montaruli (Fdi) – il solo annuncio della disponibilita’ a correre per la segreteria del Pd da parte di Chiamparino e’ causa di incompatibilita’, siamo di fronte all’ennesimo uso strumentale di un organismo bancario da parte di un partito’. Montaruli stigmatizza anche’il soccorso azzurro’ arrivato da un pezzo del centrodestra, con l’astensione o il non voto di esponenti del Pdl e di Progett’Azione.
Per il capogruppo del Pd, Aldo Reschigna, ‘l’ordine del giorno e’ illogico e coerente solo a interessi di polemica politica’. ‘Chiamparino – rimarca – non e’ segretario di alcun partito per cui non c’e’ nessuna incompatibilita’. Ma sono convinto che, qualora lo diventasse, la sua sensibilita’ e il suo senso di dignita’ lo porterebbero subito a dimettersi’.


Fra i sostenitori dell’odg, il capogruppo della Lega, Mario Carossa, che sottolinea ‘il ruolo importantissimo delle fondazioni bancarie in momenti di crisi come l’attuale’.
Queste, osserva, ‘devono essere assolutamente libere da interpretazioni malevole che possono esserci nella societa’, abbiamo bisogno di fondazioni guidate con tranquillita’, da persone super partes e al di sopra di ogni sospetto’.
Anche l’Udc Alberto Goffi vede la questione come ‘un brutto scivolone in termini di coerenza e serieta’ da parte di Sergio Chiamparino, che ha dimostrato di non saper tenere distinti i profili manageriale e politico, con il rischio di turbare i mercati azionari’.
L’ordine del giorno dei Fratelli d’Italia e’ stato approvato con 23 si’ (Fdi, Pdl, Lega, Pensionati, M5s), 9 no (Pd e Moderati), e 11 fra astenuti e non votanti (Pdl e Progett’Azione).