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PROCESSO ETERNIT. MORGANDO (PD): “ATTO DI GIUSTIZIA CONTRO CHI SACRIFICA VITE PER PROFITTO”. “SERVE UN’ETICA DELL’IMPRESA CHE CONCILI INVESTIMENTI E SALUTE”

La sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Torino è un atto di giustizia contro chi, per profitto, pensava di poter impunemente avvelenare un territorio e una popolazione. Un verdetto importante giuridicamente e moralmente, sia per la condanna a 18 anni inflitta a Stephan Schmidheiny sia per l’entità dei risarcimenti.

Un verdetto giusto per i 1.800 morti a causa dell’amianto, per le loro famiglie e per un’intera comunità che è stata vittima di una vicenda tanto drammatica e che ha coraggiosamente rifiutato ogni tentativo di ‘barattare’ l’esigenza di giustizia con vantaggi di tipo economico come quelli a suo tempo proposti dall’imputato.

Ora si applichi la sentenza e si portino avanti con determinazione i piani di bonifica dall’amianto, affinché questa tragedia non pesi più sul futuro delle giovani generazioni.

Le parole pronunciato dall’avvocato di Schmidheiny (“Nessuno investirà in Italia”) sono vergognose. Le costruzione di un’etica dell’impresa, che è una sfida della modernità, deve avere l’obiettivo di conciliare gli investimenti e la tutela della salute dei lavoratori e dell’ambiente. La sentenza Eternit ci richiama proprio a questo: c’è una dimensione morale nell’economia senza la quale la ricerca dell’arricchimento ad ogni costo può mettere in discussione anche la vita delle persone.

Gianfranco MORGANDO Segretario Regionale PD Piemonte