|  |  |  | 

consiglieri news Homepage Rassegna stampa democratica

Legislatura finita. Troppi casi giudiziari

Intervista ad Aldo Reschigna su La Stampa del 21/11/2013

«Evidentemente è una soddisfazione sapere che come Pd non siamo coinvolti, anche se questa è solo una tappa: la proposta di archiviazione da parte della Procura andrà valutata dal gip. Ci siamo mossi nel modo giusto». Aldo Reschigna, capogruppo dei democratici, dosa le parole.
In che senso «vi siete mossi bene»?
«Abbiamo fatto spese nei limiti consentiti. Ed è stato giusto rispondere nel merito alla richiesta di chiarimenti dei magistrati».


Una line difensiva opposta a quella del centrodestra…
«Ciascuno fa le sue scelte. E premetto subito che non c’è nessun godimento verso i colleghi che hanno ricevuto la notifica: rispetto persone che, almeno spero, potranno dimostrare la correttezza del loro operato. Nessuno sciacallaggio da parte nostra. Il punto è un altro».
Quale?
«Questa vicenda contribuisce ad allontanare la fiducia dei piemontesi dalla Regione. Ora serve una scelta coraggiosa, di rottura, di tutto il Consiglio per interrompere questa esperienza».
Perchè non cominciate a dare un segnale, dimettendovi in blocco?
«Il nostro giudizio non cambia: bisogna chiudere; come questo debba avvenire, sarà discusso nella prossima segreteria regionale».
Eppure il momento non è mai stato così favorevole per un gesto eclatante: persino Cota ha ricevuto la notifica.
«Non conta tanto il fatto che anche lui abbia ricevuto l’avviso, quanto la sua superficialità: veramente scandalosa. Le dichiarazioni che ha reso nell’intervista al vostro giornale dimostrano tutta la sua inadeguatezza rispetto alla condizione straordinaria che il Piemonte sta vivendo. Adesso basta: questa legislatura è stata segnata da troppi episodi giudiziari».
Sarà: ma è improbabile che a dire «basta» sia la maggioranza. Non a caso, alcuni esponenti del suo partito sollecitano una scelta «forte».
«Nessun dubbio sul fatto che questa legislatura è all’ultimo giro di boa».
Vi dimetterete?
«I tempi e i modi, come sempre, li decideremo nel partito».