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“Il 7 gennaio da Renzi per decidere in che modo mandare Cota a casa”

Reschigna: al vertice con il sindaco anche Morgando
“Il 7 gennaio da Renzi per decidere in che modo mandare Cota a casa”
Reschigna (Pd): il Piemonte ha bisogno di voltare pagina

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Intervista a Aldo Reschigna su La Repubblica del 30/12/2013 – di Paolo Griseri

IL 7 gennaio vertice Pd a Roma per il caso Cota. Il nuovo segretario del partito, Matteo Renzi, incontrerà il segretario piemontese Gianfranco Morgando e il capogruppo a Palazzo Lascaris, Aldo Reschigna. «L’obiettivo – spiega Reschigna – è quello di organizzare una grande manifestazione a Torino per chiedere le dimissioni della giunta Cota che ormai sopravvive a se stessa. A quella manifestazione abbiamo chiesto che partecipi il segretario nazionale del partito». A poche ore dalla conferenza stampa con cui il governatore farà il suo bilancio sull’anno appena trascorso, il leader del principale partito di opposizione in Consiglio regionale pone a Cota le sue domande. E sintetizza la posizione del centrosinistra: «I partiti che sostengono Cota dicono che arrivare alle elezioni con un anno di anticipo significherebbe sprofondare nel baratro. Ma il baratro è adesso, con una giunta che si prepara a non fare nulla per un altro anno».

IL PD piemontese si prepara dunque a quell’offensiva di primavera contro il governatore venuto da Novara che aveva annunciato nei mesi scorsi.
Reschigna, quali domande vorrebbe porre oggi a Cota?
«Gli chiederei perché in questi mesi non ha mai condannato gli episodi di utilizzo gravemente irregolare dei fondi pubblici messi a disposizione dei partiti. Episodi che hanno gettato forte discredito sulla Regione. Gli chiederei perché non fa quella condanna invece di inseguire complotti che sarebbero stati orditi ai suoi danni. Gli chiederei perché non accetta un confronto pubblico invece di andare a fare monologhi in tv senza contraddittorio».
Va detto che questo è un vizio anche dei politici di centrosinistra…
«Ma è appunto un vizio. Il confronto pubblico e di merito è il sale della politica».
Nel merito dei provvedimenti presi, che cosa rimproverate a Cota?
«Anche qui attendiamo da tempo delle risposte. Ci deve spiegare, ad esempio, perché ha cambiato per tre volte le sue strategie e i suoi piani sulla riforma della sanità senza realizzarne nemmeno uno».
Una domanda al Pd: per quale motivo non avete ancora fatto l’annunciata manifestazione con la presenza di Renzi per chiedere le dimissioni del governatore?
«E’ un problema di agende. Morgando ed io incontreremo Renzi il 7 gennaio per definire la data».
Molti hanno fatto ironie sulla scelta di dimettervi il 28 febbraio sperando di provocare la caduta di Cota. Come mai è necessario attendere tanto tempo?
«Perché è necessario prima approvare il bilancio e provare a fare una riforma elettorale».
Perché la maggioranza dovrebbe approvare questi provvedimenti sapendo che dopo vi dimetterete? Perché il tacchino dovrebbe tuffarsi nell’acqua bollente?
«Innanzitutto perché credo che anche il centrodestra abbia a
cuore il futuro del Piemonte ed è evidente che con questa giunta si perde solo altro tempo prezioso. In secondo luogo perché non penso convenga nemmeno al centrodestra trascorrere un altro anno scandito dai tempi delle inchieste,
dei rinvii a giudizio e, cosa che naturalmente non mi auguro, di un eventuale processo. Non penso che dopo un anno trascorso in questo scenario il centrodestra avrebbe più possibilità di conquistare voti di quante
non ne avrebbe oggi azzerando la situazione e ricominciando da una pagina nuova per la politica piemontese. Una pagina che sarebbe nuova per tutti, anche per il centrosinistra».
Avete aperto un confronto
con il centrodestra su questo punto?
«No. Mi sembra che la situazione sia abbastanza evidente senza bisogno di aprire confronti o trattative».