“INFOEUROPA&TERRITORIO” – NUMERO 36 – SETTEMBRE 2015
“InfoEuropa&Territorio” – Numero 36 di Settembre 2015
curato da:
Basilio Barbieri (Torino), Giovanni Campagnoli (Borgomanero), Monica Canalis (Cumiana), Pavlina Canova (Bruxelles), Marco Civra (Cercenasco), Marco Ranieri (Bruxelles), Marco Verga (Torino)
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“Pillole di Europeismo” – A cura di Paola Bello (Londra)
I migranti: un “problema” europeo?
Si chiamava Aylan.
In inglese, i bambini così piccoli li chiamano “toddler”, ovvero “chi fa i primi passi”. Aylan sapeva camminare, ma non nuotare. Ed è diventato il simbolo di una tragedia prevedibile, ma di dimensioni talmente spaventose che ora l’immobilità dei Paesi Europei diventa non solo inaccettabile, ma una scelta politica.
Prima sono arrivati dal mare. Poi stipati in camion, dove non c’è abbastanza aria da respirare, nel cuore dell’Europa. Poi a Calais, cercando di raggiungere il Regno Unito.
E solo adesso, adesso, i migranti diventano un “problema” europeo.
Due sono le realtà oggettive da affrontare: come gestire quella che a tutti gli effetti è diventata una tragedia umanitaria, rivedendo inoltre la gestione dell’asilo (breve termine), e come impedire che una simile situazione si ripresenti, prendendo misure verso i Paesi da cui migliaia di persone fuggono (lungo termine).
Al momento, la politica dell’ asilo in Europa è regolata dal regolamento di Dublino III, che stabilisce i criteri ed meccanismi per determinare quale Paese sia responsabile per esaminare la richiesta d’asilo[1].
La Commissione Europea ha confermato per il 14 di settembre prossimo una riunione del Consiglio dell’UE: fra i principali punti, la redistribuzione dei rifugiati fra i Paesi Membri, le misure per prevenire il traffico di migranti, le politiche di rientro e la cooperazione internazionale.
È tuttavia sconcertante ascoltare il Primo Ministro dell’Ungheria dire che il problema “non è un problema europeo, ma un problema della Germania”. La risposta è arrivata dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz: “Per trovare una soluzione, abbiamo bisogno di un comune approccio europeo (“common European sense”, in lingua originale). Quello a cui stiamo assistendo ora, è egoismo, e non un comune approccio europeo”.
Di nuovo, sono le fondamenta dell’Unione ad essere messe in discussione. Questa volta in gioco non ci sono interessi economici, ma i valori fondamentali e comuni. E di nuovo, la decisione che uscirà da questa riunione indicherà se si stia davvero facendo un passo verso un’ unione Europea, e non un accordo all’interno di una mera organizzazione di cooperazione economica. Per approfondire, in grafici : EU migration in graphics: http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-34131911





