Banda larga, audizione in commissione regione su progetto governo
Conticelli e Gallo: “Non c’è tempo da perdere per rispettare i tempi del Governo, subito accordo con Ministero
TORINO, 20 APRILE 2016 -“Non abbiamo molto tempo, dobbiamo partire subito per rispettare i tempi per la banda ultralarga in Piemonte”. Lo dichiara la presidente della II Commissione (comunicazioni e infrastrutture), Nadia Conticelli (PD) a margine dell’audizione convocata insieme alla III Commissione (Sviluppo economico), presieduta da Raffaele Gallo (PD) sull’ accordo tra il Governo e le Regioni sul Piano Banda Ultralarga. “Il piano nazionale – commenta Gallo – prevede che entro il 2018 tutto il territorio piemontese dovrà avere l’accesso alla connessione ad alta velocità con una copertura dell’85% del territorio”. L’accordo prevede 2,7 miliardi di investimento statale di cui 2,2 già stanziati con delibera CIPE. Al Piemonte saranno stanziati 284 milioni, di cui 194 fondi FSC cioè statali e 90 regionali provenienti da Fesr e Feasr e si prevedono inoltre 200 milioni provenienti da investimenti privati.
E’ stato presentato anche il monitoraggio commissionato dalla Regione alla Fondazione Torino Wireless per rilevare l’appetibilità delle aree rispetto agli interventi degli operatori e le esigenze di servizi e territori. “Lo studio – prosegue Nadia Conticelli – ha illustrato i fabbisogni attuali e futuri su un campione di 2700 imprese piemontesi. Un documento necessario in quanto l’accordo Stato-Regioni prevede che i finanziamenti pubblici vengano ammessi esclusivamente sulle aree bianche, quelle definite “a fallimento di mercato” ovvero i territori non appetibili per investimenti totalmente privati, mentre sulle aree nere interverrà direttamente il mercato”. L’attuazione del piano passerà attraverso la definizione dell’accordo di programma tra Ministero e Regione Piemonte e per il quale è in preparazione la delibera annunciata a breve da Chiamparino che conterrà le modalità operative. “Dalla bozza annunciata di accordo –sottolinea Raffaele Gallo – si prevedono accordi con i singoli comuni, un aspetto che per il Piemonte potrebbe diventare un problema in quanto abbiamo moltissimi comuni piccoli e numerose zone montane”. “Ci auguriamo – concludono Conticelli e Gallo – che la Regione Piemonte inserisca nell’accordo col Ministero le garanzie a tutela di tutto il territorio piemontese, non solo per le aree urbane”.





