Rossi: “Al potenziamento delle terapie intensive deve corrispondere un investimento sul personale sanitario”
“L’aumento dei posti letto in terapia intensiva e subintensiva è una buona notizia” commenta il Vice Presidente della Commissione Sanità Domenico Rossi a margine dell’informativa dell’assessore Icardi in IV commissione.
“Si tratta di un totale di 604 posti letto complessivi in più sul territorio regionale (299 posti letto in terapia intensiva – 305 in semi intensiva) resi possibili grazie a indicazioni e fondi del governo” prosegue Rossi. “Per la Provincia di Novara – aggiunge il consigliere Dem – si tratta di un aumento di 18 posti letto in terapia intensiva, per un totale di 40 posti, e di altri 18 per la terapia semintensiva, di cui 7 riconvertibili al Maggiore di Novara; mentre sull’ospedale Santa Trinità di Borgomanero è previsto un incremento di 10 posti letto per la terapia intensiva, per un totale di 16, e di 4 per la terapia semintensiva, tutti riconvertibili”. Un consistente incremento anche se non è stata prevista, al momento, l’istituzione di ospedali Covid per il quadrante, a differenza delle province di Cuneo e Torino.
“Tuttavia tale potenziamento – evidenzia Rossi – rischia di restare sulla carta se, come ho già avuto modo di sottolineare, al potenziamento territoriale e ospedaliero non seguirà un piano di assunzioni. Senza personale sanitario non ci sono servizi sanitari”.
“Dal 2010 al 2017, a causa del piano di rientro e del blocco del turn-over – spiega il consigliere Dem – abbiamo perso circa 4.000 operatori sanitari, passando da 59.000 a 55.000 circa unità assunte dal sistema sanitario regionale. Nel 2018, appena dopo l’uscita dal piano di rientro, la Giunta Chiamparino lanciò un piano straordinario di assunzioni che prevedeva 1.400 nuovi ingressi in tre anni. Occorre continuare su quella strada e lavorare a un nuovo piano che preveda almeno altrettante assunzioni, a partire dalla stabilizzazione, anche parziale, dei circa 2.000 operatori assunti a tempo determinato per l’emergenza Covid 19”.
“Servirà certamente un incremento del Fondo Sanitario Nazionale, – conclude Rossi – ma anche la Regione Piemonte deve fare la sua parte a partire dalle borse di studio per gli specializzandi in medicina, sulle quali dalla Giunta Cirio per ora sono solo arrivate bocciature”.





