Cirio e la destra aumentano le tasse per i piemontesi
Durante l’ultima campagna elettorale, Cirio prometteva che non avrebbe mai aumentato le tasse. E invece è stato approvato in Consiglio regionale un rincaro dell’Irpef per lavoratori e pensionati fino a 106 euro per chi guadagna tra 1.100 e 2.500 euro netti al mese. L’ennesima prova della distanza tra propaganda e realtà che caratterizza la destra: con il popolo durante il periodo elettorale, con Trump e i grandi gruppi finanziari quando governano.
Il presidente Cirio, insieme alla sua giunta e alla maggioranza, sta cercando di far passare questo provvedimento nel silenzio generale, mentre i cittadini sono in vacanza. Eppure le soluzioni per ridurre l’impatto degli aumenti e garantire più servizi non mancherebbero. Lo abbiamo dimostrato inchiodando la maggioranza in commissione anche di notte, per la prima volta nella storia dell’ente: una battaglia che abbiamo portato avanti con convinzione insieme a tutte le opposizioni.
Il principio che abbiamo chiarito è semplice: noi siamo per fiscalità progressiva. Prima di aumentare le tasse a lavoratori e pensionati occorre rivolgersi a chi in questi anni ha guadagnato. Basterebbe guardare a cosa accade in Lombardia e Veneto. Perché in Piemonte le imprese che estraggono sabbia, ghiaia e pietre ornamentali pagano oneri molto più bassi? Adeguandoci ai parametri lombardi, si potrebbero incassare 4,8 milioni di euro in più. Un altro esempio: se applicassimo i canoni veneti alle aziende di acque minerali, entrerebbero altri 2 milioni. E prima di chiedere sacrifici al ceto medio, si potrebbe aumentare l’Irap ai grandi gruppi della logistica, che in questi anni sono cresciuti molto in Piemonte. Si può fare molto di più sulla lotta all’evasione e sul recupero di partite arretrate come i bolli auto non pagati.
Un altro fronte su cui lavorare è quello dell’evasione fiscale: il Piemonte conta oggi quasi 1,1 miliardi di euro di tasse regionali non riscosse: 325 milioni per il bollo auto, 423 milioni per l’IRAP e 307 milioni per l’addizionale Irpef.
Insomma, prima di far quadrare i conti con i soldi di lavoratori e famiglie, si deve chiedere un contributo a chi guadagna di più e bisogna iniziare una lotta senza tregua all’evasione. Non possiamo chiedere i sacrifici sempre agli stessi. Ci battiamo per una manovra giusta che chieda un piccolo sforzo a tutti a partire da chi in questi anni ha guadagnato di più.





