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DOMENICO ROSSI: “IN UN CAMBIO D’EPOCA DIFENDERE DEMOCRAZIA, DIRITTI E INFORMAZIONE. IL PD COSTRUISCE L’ALTERNATIVA”

«Non stiamo vivendo semplicemente una fase difficile, ma un vero e proprio cambio d’epoca. In questo scenario il Partito Democratico ha il dovere di stare nei problemi di oggi, difendere la democrazia e costruire un’alternativa credibile alla destra». Lo ha dichiarato Domenico Rossi, segretario regionale del PD, nella relazione che ha introdotto la Direzione regionale del Partito Democratico

Condannando ogni forma di odio e violenza politica e religiosa, Rossi ha ricordato le vittime dell’attacco antisemita a Bondi Beach in Australia.  Nel suo intervento ha anche espresso solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del gruppo GEDI, sottolineando come «la qualità e l’indipendenza dell’informazione siano un pilastro della democrazia. Difendere l’informazione libera non è un gesto simbolico, ma un dovere democratico». Proprio riguardo alla crisi de La Stampa e La Repubblica la direzione ha votato all’unanimità anche un ordine del giorno preparato dalla Presidente dell’assemblea Nadia Conticelli e l’ufficio di presidenza a ‘tutela del pluralismo dell’informazione, salvaguardia dei livelli occupazionali e protezione del patrimonio giornalistico storico del Piemonte nel contesto della cessione del Gruppo GEDI’. Un documento che ribadisce le posizioni sostenute dagli organi Dem di ogni livello istituzionale nei giorni scorsi e che verrà presentato dal Gruppo del PD a Palazzo Lascaris in consiglio regionale.

Il caso GEDI d’altra parte rappresenta solo una delle tante emergenze che evidenziano la difficile condizione del sistema Italia. «I dati dell’ultimo rapporto CNEL sull’attrattività del Paese sono allarmanti: dal 2011 al 2024 l’Italia ha perso oltre 630 mila giovani lavoratori, più di 30 mila solo in Piemonte. È il segno di un Paese sempre meno attrattivo, schiacciato dall’aumento del costo della vita e da salari troppo bassi. Questa dovrebbe essere la priorità del Governo nazionale e anche della Giunta regionale», ha sottolineato Rossi, criticando duramente l’atteggiamento del Governo e, in particolare, della ministra Bernini nei confronti del mondo universitario e degli studenti.

Nel suo intervento Rossi ha denunciato il rafforzarsi dei nazionalismi, l’aumento delle diseguaglianze e il ruolo distorsivo delle piattaforme digitali, «che amplificano rabbia e paura, emozioni incompatibili con una democrazia sana». Un quadro che si inserisce, secondo il segretario PD, in una «tempesta perfetta» che lega l’estremismo politico, il potere incontrollato delle grandi piattaforme tecnologiche e le spinte autoritarie a livello globale. Netta anche la posizione sulla difesa dell’Unione Europea: «Smantellare l’UE è l’obiettivo di chi vuole meno diritti e più sudditanza. I nazionalismi di destra, compreso quello di Meloni, non sono patriottismo ma una resa ai nuovi imperialismi».

Sul piano della sicurezza Rossi ha respinto i tentativi della destra di scaricare responsabilità sui sindaci: «Governano da tre anni, ma tra organici insufficienti e mancanza di investimenti continuano solo a strumentalizzare. La sicurezza è responsabilità del Governo». Critiche anche alla gestione della Regione Piemonte: «La sanità, i trasporti e i servizi pubblici sono in sofferenza. Sul nuovo piano socio-sanitario solo l’intervento delle opposizioni ha costretto la giunta al confronto con i territori e gli operatori del settore. Si tratta di un documento che andrebbe riscritto, ma non è nostra facoltà perciò stiamo cercando di migliorarlo presentando emendamenti di merito».

Guardando ai prossimi mesi, la direzione ha indicato nel referendum costituzionale una sfida centrale: «Non siamo di fronte a un quesito tecnico: è in gioco un’idea di democrazia: da una parte chi vuole concentrare il potere ed eliminare i contrappesi, dall’altra chi difende le garanzie e lo Stato di diritto. Sorteggiare i rappresentanti del CSM significa indebolire il principio di rappresentanza e l’idea che occorre organizzarsi per essere più forti: il risultato sarà l’isolamento dei magistrati più facilmente attaccabili e quindi influenzabili. Basta guardare alle gravissime parole usate da Meloni per commentare l’ordinanza di scarcerazione nei confronti dell’Imam di Torino Shanin: invece di criticare nel merito l’atto delegittima il giudice, insinuando che agisca per “ragioni politiche” contro il Governo e, cosa ancora più grave, contro la sicurezza degli italiani. Il messaggio è chiaro: chi non si allinea subirà questo trattamento. Con buona pace dello Stato di diritto, della Costituzione e dell’indipendenza della magistratura. Dobbiamo spiegare ai cittadini che la posta in gioco per il referendum è questa» ha sottolineato Rossi.

Infine, l’impegno del PD piemontese: dalla sanità pubblica alla formazione politica, fino alla preparazione della Giornata della Memoria e dell’Impegno contro le mafie del 21 marzo e alla conferenza programmatica nazionale che ci vedrà impegnati in Piemonte a tutti i livelli. «Con radici solide nella nostra storia – ha concluso Rossi – avendo nel cuore e nella mente le parole di Tina Anselmi, a cui è dedicata la tessera del 2026, anche noi sappiamo che per cambiare il mondo dobbiamo esserci. Vogliamo costruire un futuro in cui prevalga il diritto e non la forza e un PD capace di essere l’ancora per chi ha paura e la nave per attraversare questo mare in tempesta».