“I dati non mentono, ed evidenziano una realtà ben diversa da quella raccontata quotidianamente dai rappresentanti della Giunta regionale. In linea con l’ultimo report di Banca di Italia, anche il Report Annuale IRES Piemonte 2026, intitolato significativamente ‘Il tempo della trasformazione’, ci restituisce l’immagine di una regione strutturalmente bloccata, che rischia di scivolare definitivamente rispetto alle altre grandi locomotive del Nord”. A dichiararlo è il segretario regionale e consigliere del Partito Democratico, Rossi, commentando gli esiti della relazione socioeconomica territoriale.
L’economia arranca, il lavoro si impoverisce
I numeri macroeconomici certificano una brusca frenata: nel 2025 e nel 2026 il PIL piemontese si attesta su un anemico +0,4%, ben lontano dai trend degli anni passati. Ma il dato più preoccupante riguarda la qualità del nostro sistema produttivo. “Siamo di fronte a una progressiva polarizzazione verso la ‘via bassa’ dello sviluppo – spiega Rossi –. L’80% della crescita dell’occupazione si concentra nei servizi a bassa produttività, nella ristorazione e nel commercio precario, mentre la manifattura soffre drammaticamente, con un aumento del 95% delle ore di Cassa Integrazione e l’automotive ai minimi storici. Questo si traduce in lavoratori più poveri: a causa dell’inflazione, i salari reali dei piemontesi hanno perso l’8,5% del loro valore dal 2019 ad oggi. Non è questa l’idea di futuro che vogliamo per i nostri giovani”.
Lo scandalo del Diritto allo Studio: negato il supporto al 56% delle famiglie
Per il Partito Democratico una delle ferite più profonde inferta dalle attuali politiche regionali riguarda le nuove generazioni e il welfare scolastico. Dal report IRES emerge infatti che oltre la metà degli studenti piemontesi (il 56%) risultati idonei per motivi di reddito al Voucher di tipo B (destinato all’acquisto di libri di testo, materiale didattico e trasporti) non ha ricevuto il contributo per mancanza di copertura finanziaria da parte della Regione. “Questo è uno scandalo politico e sociale – attacca il Segretario dem –. Mentre si finanziano interventi spot, si lasciano migliaia di famiglie della classe media e popolare senza un aiuto fondamentale per garantire il diritto allo studio. E questo spiega come mai hanno voluto cambiare i criteri per la distribuzione dei voucher, abbassando l’ISEE e le somme erogate, così da poter dire, ‘abbiamo erogato più borse’, ma distribuendo solo briciole. E la situazione rischia di precipitare anche nelle Università: nel 2026 si esauriranno i fondi straordinari del PNRR per le borse di studio e gli alloggi universitari. Se la Regione non interverrà immediatamente con risorse proprie, tornerà la vergognosa figura dell’studente ‘idoneo non beneficiario’ “.
La trappola demografica dei piccoli comuni
L’analisi investe anche l’assetto territoriale: ben 2 comuni piemontesi su 3 (il 61%) si trovano in un declino demografico strutturale, una percentuale doppia rispetto a realtà vicine come la Lombardia e il Veneto. I piccoli enti locali sono stretti in una morsa finanziaria che l’IRES definisce ‘trappola allocativa’: con entrate fiscali ridotte al lumicino dal crollo del valore immobiliare, le amministrazioni comunali devono spendere l’intero bilancio disponibile per l’assistenza alla popolazione anziana, trovandosi nell’impossibilità di investire in asili nido, trasporti o infrastrutture capaci di attrarre nuove famiglie.
Persistenza dei divari di genere
“Il report di IRES certifica anche il fallimento delle politiche sul tema dell’uguaglianza di genere”. A un anno dalla laurea, le donne guadagnano in media 210 euro netti in meno al mese rispetto agli uomini e hanno l’11% in meno di contratti stabili (tempo indeterminato al 36% contro il 47% degli uomini).
Il commento “incredibile” del Presidente Cirio
La reazione del Presidente Cirio ai dati di IRES 2026 è politicamente surreale e svela tutta la fragilità della propaganda della destra. Affermare, a commento del report, che ‘Senza automotive il Piemonte cresce più della Lombardia’ significa non conoscere la struttura economica della regione che si governa o, peggio, pensare che i piemontesi siano dei creduloni” dichiara Rossi
“Verrebbe da rispondere: ma grazie, Presidente! Il problema centrale del Piemonte è esattamente questo. In Piemonte l’automotive c’è, ed è in crisi profonda. E voi, di fronte a questa crisi siete immobili. Sono anni che come Partito Democratico, insieme alle parti sociali, chiediamo a gran voce un piano nazionale e regionale straordinario per il rilancio e la transizione del settore dell’auto. Dalla Regione sono arrivate solo passerelle, slogan e zero investimenti concreti per proteggere la catena del valore e favorire il turnover tecnologico.Senza una strategia, il Piemonte resterà strutturalmente indietro. Se non si trova un modo per rilanciare la filiera manifatturiera o per trasformarla in un comparto economico altrettanto impattante in positivo, la nostra regione continuerà ad accumulare ritardi. Altro che Lombardia!” aggiunge il segretario dem.
Le proposte del Partito Democratico in Consiglio Regionale
“Di fronte a questa fotografia, il Partito Democratico eserciterà un’opposizione rigorosa, di merito e radicalmente alternativa nei contenuti – conclude Rossi –. Trasformeremo i punti di debolezza emersi dal report in battaglie sia in Aula sia sui territori.”







