Domenico Rossi (Pd): “Dal presidente Cirio annunci e proposte vuote. Il Piemonte sta sempre peggio”

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Intervista di Andrea Gatta pubblicata su Repubblica (ed. Torino) il 06 Agosto 2026
Se da un lato il presidente Alberto Cirio è «una persona che confeziona pacchetti belli a dei regali scadenti», l’opposizione dovrà «essere pronta al voto per le regionali, che sia 2028 o 2029: c’è una piattaforma comune e ci stiamo già lavorando». Così il segretario regionale Pd Domenico Rossi risponde a distanza al governatore, dopo l’intervista a Repubblica, e prova a guardare oltre la legislatura.
Cirio ieri ha parlato di conti in ordine, di una legge sull’energia, di investimenti per le case Atc.
«L’immagine che ho di Cirio è di chi sa confezionare bei pacchetti a regali scadenti: l’involucro è bello ma dentro non c’è nulla di valore. La realtà è che dopo sette anni di governo della Regione i piemontesi stanno peggio di prima: la sanità è peggiorata, l’economia è ferma, il trasporto locale non ne parliamo».
Sulla sanità però il governatore rivendica il lavoro fatto.
«Lui gioca con le parole per non ammettere che la sanità è sottofinanziata dal governo Meloni. Se sale il costo delle bollette o del personale o quello per i farmaci, l’unica soluzione è aumentare il fondo nazionale. Noi continuiamo a dire che va commisurato in percentuale rispetto al Pil».
È la vostra proposta?
«Certo. Oggi in Italia il finanziamento del fondo vale il 6,2-6,3% del Pil. La media Ocse è del 7,1%, vuol dire che mancano 15 miliardi a livello nazionale, più o meno uno in Piemonte. Leggo che i bilanci preventivi dei direttori delle Asl vengono definiti desiderata. Ma la verità è che i direttori calcolano un fabbisogno che tiene conto delle necessità reali. Poi quello che avviene di fatto è un taglio, che nasce dagli stanziamenti insufficienti del governo».
Cosa pensa del piano su idroelettrico ed energia low cost?
«Penso che, come è stato finora, siano solo annunci. Sul campo le province vengono lasciate sole nella contrattazione dei canoni di concessione con i grandi player, il cui valore è inferiore a quello di altre regioni. Noi abbiamo già chiesto che la giunta le affianchi».
E dei 30 milioni per ristrutturare le case Atc?
«Va tutto bene, il problema è che sono passati sette anni ma ogni volta Cirio si comporta come se si fosse insediato l’altro ieri. C’è poi un passaggio che mi ha davvero deluso, su Vannacci. Dice che “in questo momento” le sue posizioni non sembrano compatibili con il centrodestra. Ma non è una preclusione. Non credo però che un liberale antifascista come lui possa accettare un giorno di stare in coalizione con Futuro Nazionale».
Fin qui le critiche. Ma il centrosinistra che propone?
«Solo per rimanere nell’ultimo bilancio, abbiamo chiesto per le cave e per i produttori di acqua minerale un adeguamento dei canoni a quello delle altre regioni del Nord: serve un contributo più equo da parte di chi guadagna sfruttando beni comuni. Poi abbiamo chiesto di intensificare il recupero dell’evasione e con quei soldi finanziare le borse di studio per i medici che si specializzano in medicina generale. Tutto respinto».
Come procede il campo largo in Regione?
«Al netto di alcune fibrillazioni legate alle politiche del 2027 che influenzeranno anche il livello locale, sulle questioni fondamentali ci siamo, da Italia Viva ai 5 Stelle: trasporti, sanità, rinnovabili, casa, azzardo, diritti. Abbiamo una piattaforma su cui stiamo lavorando e lavoreremo insieme».
Quali sono i prossimi passi?
«Molto dipenderà da quando si terranno le politiche, da cosa farà Cirio, se per la Regione si voterà nel 2028 o nel 2029. Ma in ogni caso dobbiamo essere coesi e pronti a presentare un’alternativa credibile».
Si dice che potrebbe candidarsi a sindaco nella sua Novara, nel 2027.
«Sono a disposizione della mia comunità politica. A Novara ci sono tante persone autorevoli e capaci. Decideremo con il partito e con la coalizione cercando di fare la scelta migliore per la città».






