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Rassegna stampa democratica

Morgando: le ragioni della sconfitta

(ANSA) ‘Condivido l’analisi fatta a caldo da Mercedes Bresso, abbiamo perso soprattutto a causa del voto di protesta, per non avere saputo recuperare i voti che abbiamo perso in questi anni e per non essere riusciti a far rientrare l’astensionismo dei delusi’: cosi’ il segretario del Pd piemontese, Gianfranco Morgando, che ha convocato per domani la segreteria del partito per analizzare l’accaduto, spiega la sconfitta del centrosinistra alle regionali.

Morgando non accetta la lettura che gli elettori non abbiano capito l’alleanza fra Pd e Udc, penalizzando il risultato di entrambi i partiti. Tutte le spiegazioni, sottolinea, sono riconducibili a un dato: ‘il Pd non e’ riuscito a recuperare l’astensionismo che si e’ creato in questi anni’. E i voti persi, sottolinea, non sono stati erosi a favore dello schieramento avverso, ma sono finiti nel calderone della protesta: dati al candidato di Beppe Grillo, o finiti nell’astensionismo.
‘Questa – afferma Morgando – e’ una sconfitta politica. Ma non e’ dovuta alla presunta avanzata della destra. Il Pdl perde piu’ voti di noi, quindi non ce ne porta via. La Lega non aumenta dal 2008 a oggi, in voti assoluti passa dai 342 mila voti delle politiche 2008, ai 376 mila delle europee 2009, ai 317 mila di queste regionali, anche se e’ salita dalle regionali 2005. Il vero problema sono i voti che abbiamo perso per la protesta di chi e’ deluso, di chi ha votato il candidato di Grillo o non e’ andato a votare’.
‘Per recuperare i voti dei delusi – spiega Morgando – avevamo individuato tre strategie: spiegare agli elettori che eleggere un leghista e’ contraddittorio rispetto al volere un Piemonte moderno ed europeo, mettere in campo una coalizione il piu’ larga possibile, e rimarcare che abbiamo governato bene. Ma queste linee non sono state capite. Erano quelle che a mio avviso avrebbero dovuto rimobilitare nostro elettorato: gli abbiamo dato un nemico, detto che avevamo una coalizione ampia in grado di vincere, che siamo stati bravi. Purtroppo non siamo riusciti a farci capire’. (ANSA)