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CHIAMPARINO: L’AMBIENTALISMO NON C’ENTRA NIENTE SONO SOLTANTO “ARRAFFAVOTI”, MA LA GALLERIA SI FARA’

Intervista a Sergio Chiamparino su Il Mattino del 4/3/2012 – di Corrado Castiglione

L`unico stop che trova opportuno in Val di Susa è quello agli «arraffavoti», che in nome dello sviluppo sostenibile in realtà – dice lui – puntano soltanto «a raccattare qualche consenso». Parola di Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino, uno che i no-Tav li conosce bene. Così come ha conosciuto trent`anni fa le resistenze di chi alla stessa maniera – come Alberto Perino – si opponeva alla costruzione dell`autostrada.

Andremo avanti, dice Monti. L`ora del negoziato è finita?
«Il progetto è cambiato tre volte rispetto a quello originario. Chi ha voluto esprimere le proprie opinioni ha avuto tutto il tempo per farlo».

Vuole dire che i no-Tav oggi non cercano il negoziato?
«Un conto è cercare il dialogo, un altro è mettere in campo un espediente più o meno furbesco, sperando che il tempo passi e ad un certo punto l`Ue ci tolga i soldi. Ma questo gioco non è accettabile.Tanto più che bisognerebbe poi chiedersi: che ci fanno i francesi con i due terzi del percorso che stanno realizzando? Gli champignons?».

E un gioco delle parti?
«Accadde la stessa cosa trent`anni fa, quando si trattava di costruire l`autostrada. Solo che allora non c`erano i centri sociali. Epperò il diritto di veto non esiste in democrazia».

Nella sua relazione il commissario di governo fa esplicito riferimento ad una “minoranza ristretta che cerca lo scontro anche per significati che vanno al di là dell`opera”. Cosa ne pensa lei, che ha conosciuto questi movimenti?

«La Val di Susa è diventata una palestra di antagonismo, per la costruzione di un movimento politico. Qui c`è una rincorsa al consenso, pensando di raccattare un po` di voti che poi ciascuno cercherà di spendersi a suo modo. D`altronde, Vendola dovrebbe spiegare perché la “sua” Tav è buona e si deve fare, mentre quella in Piemonte va fermata».

Insomma, sono solo prove di aggregazione di consenso?
«Non ho dubbi. D`altronde, gente come Perino – che ha visto com`è andata a finire la vicenda legata alla costruzione dell`autostrada – sa bene che adesso andrà a finire alla stessa maniera. Mica sono fessi».

La Tav dunque si farà?
«Certamente. L`alta velocità è la grande via di comunicazione del secolo. È un cambiamento epocale, come ce ne sono stati tanti per il passato: altrimenti ora viaggeremmo ancora a dorso di mulo. In particolare la Torino-Lione è l`anello di una catena internazionale nettamente più lunga».

L`Europa non è già vicina abbastanza?
«Non è una questione di dimezzare i tempi di percorrenza da Torino a Parigi. Piuttosto è il completamento di un sistema che sposterà uomini e merci, aprendo lo sguardo dell`Europa al Sud e al Mediterraneo».

A chi parla di sviluppo sostenibile lei cosa risponde?

«Sicuramente quest`opera impatta sull`ambiente molto meno della Bari-Napoli, visto che quasi tutto il percorso avviene in galleria: ogni riferimento a Vendola è puramente voluto. Trovo francamente ridicoli quei movimenti, come la Fiom, che con la mano destra chiedono investimenti e con la sinistra partecipano ai blocchi. Come pure: non capisco Di Pietro che da ministro ha firmato uno dei progetti e adesso dice che bisogna fermare tutto».

Non c`è a suo avviso una sincera preoccupazione per l`ambiente?

«Guardi: cento chilometri più a est, al Gottardo, gli svizzeri hanno fatto la stessa cosa costruendo 57 chilometri di strada ferrata. E gli svizzeri non sono più stupidi di noi. Direi: storicamente sono stati sempre più sensibili di noi alla tematica di uno sviluppo sostenibile. E se l`hanno fatto loro…».

Cosa succederà adesso?
«Il governo fa bene ad essere determinato. La Tav si farà».