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INCENERITORE DI QUADRANTE. IGNOTO IL CONTENUTO DEL PROTOCOLLO APPROVATO DA BIELLA E VCO. Pd: “Che fine ha fatto la trasparenza?”
Su La Stampa del 12/6/2012
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Il protocollo d’intesa tra la Regione e le Province di Biella, Vco, Novara e Vercelli per la gestione coordinata dei rifiuti è già stato definito «l’accordo del mistero». Approvato, per ora, solo dai primi due enti, resta del tutto sconosciuto nei contenuti. E nessuno pare credere alle parziali smentite dei due assessori all’Ambiente di Vercelli (Davide Gilardino) e Biella (Fausto Governato, il primo a lasciarsi scappare l’indiscrezione) sul fatto che l’inceneritore di quadrante sarà proprio a Vercelli. Per questo i rappresentanti del Pd delle quattro province coinvolte hanno convocato ieri una conferenza stampa: «Alla faccia della trasparenza, il testo del protocollo non compare su nessuno dei siti internet degli enti che lo hanno approvato».
«Come se non bastasse afferma l’onorevole Luigi Bobba – pare che EnerSesia, società con sede al Comune di Varallo, abbia presentato in Regione un progetto per realizzare nell’area industriale di Roccapietra un secondo inceneritore specializzato in rifiuti sanitari, che arriverebbero da tutto il Nord Ovest».
Un’altra indiscrezione arriva da Elena Ferrera e Arturo Boccara, segretario e consigliere provinciale del Pd di Novara: «In Provincia non c’è stato alcun percorso che lasciasse presagire una decisione così improvvisa, tanto che fino a qualche settimana fa si parlava di un impianto specializzato nella differenziazione. L’assessore Colombo, in commissione Ambiente, si è detto del tutto estraneo a questa decisione, affermando che non esiste alcun accordo specifico. Ma due Province hanno già deliberato, quindi o qualcuno ha accelerato o qualcun altro si è tirato indietro. In ogni caso, sono sbagliati sia la scelta che il metodo».
I dubbi di tutti riguardano anche i numeri: «Le 150/160 mila tonnellate di cui si parla per il futuro inceneritore sono l’indifferenziata di oggi. Con il progressivo aumento della raccolta differenziata, tra 10 o 20 anni come si farà ad arrivare a questa cifra? Impianti simili poi devono arrivare a almeno a 250/300 mila tonnellate per essere redditizi, e poi servono soldi, tanti. E’ già stato individuato il soggetto che li tirerà fuori?»
A rivendicare la necessità di un confronto sono anche i rappresentanti del Pd di Biella (Doriano Raise e Davide Bazzini) e di Verbania (Antonella Trapani e Paolo Ravaioli), mentre Maura Forte e Alessandro Portinaro di Vercelli concludono: «Queste scelte calate dall’alto, tra l’altro dopo un’espressa apertura al dialogo da parte di Gilardino, suonano come una presa in giro, per noi e per i cittadini. Anche la commissione Ambiente in Regione non sa nulla di questo accordo, e per questo il capogruppo Reschigna ha chiesto all’assessore Ravello un approfondimento in sede regionale. Per quanto riguarda la nostra Provincia, le interviste di smentita non servono. Se davvero si vuole smentire ci si smarchi chiaramente, approvando una delibera chiara in questo senso. In ogni caso, noi chiediamo un Consiglio aperto e congiunto di Comune e Provincia su questo tema».
Anche la capogruppo di Sel in Regione Piemonte, Monica Cerutti, chiederà oggi durante il question time in Consiglio regionale quale sia la posizione della Giunta Cota sull’inceneritore di Vercelli.
I segretari delle quattro province: «Con una forte differenziata l’impianto è inutile»





