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Fioroni (PD): “Il federalismo demaniale è una grande fregatura”

“Il federalismo demaniale è una grande fregatura: trasferendo 3 miliardi e 700 milioni di euro di immobili e proprietà dallo Stato agli enti locali ci vogliono far credere che si tratti di una cessione di diamanti, invece si tratta di pezzi di vetro, perché Comuni e Province dovranno farsi carico degli oneri di manutenzione di quei beni senza poterli alienare né impiegare per investimenti a causa del patto di stabilità”: così ha dichiarato l’On. Giuseppe FIORONI, responsabile Welfare del PD, quest’oggi a Torino in occasione della Giornata nazionale di mobilitazione per gli Enti Locali “SVEGLIA! DIAMO OSSIGENO AI COMUNI”.


L’On. Giuseppe FIORONI, insieme a Gianfranco MORGANDO (Segretario Regionale del PD), Lorenzo GENTILE (Responsabile Enti Locali PD Piemonte), Aldo RESCHIGNA (Capogruppo PD in Consiglio Regionale), Antonio SAITTA (Presidente Provincia di Torino) ed Alberto VALMAGGIA (Sindaco di Cuneo), ha illustrato i cinque punti in cui si articola una proposta di legge di iniziativa popolare in materia di federalismo fiscale, modifica del patto di stabilità, restituzione dell’ICI, sostegno ai piccoli Comuni e reintegro del fondo per le politiche sociali. Spiega l’On. Giuseppe FIORONI: “E’ singolare che un Sindaco o un Presidente di Provincia venga eletto sulla base di un programma finalizzato a migliore la qualità della vita dei cittadini e poi non possa realizzare opere e investimenti anche quando in cassa ci sono soldi. A causa del patto di stabilità gli enti locali virtuosi non possono investire né pagare i fornitori, aumentando così la sofferenza delle imprese. Miliardi di euro che non si traducono in opportunità di lavoro né in reddito per le famiglie e i territori”. “Il federalismo così come viene configurato nei decreti di attuazione toglie agli enti locali autonomia e responsabilità e rischia di essere un elemento aggravante, perché introduce il costo standard. Stabilire un costo standard per il quale, per esempio, l’istruzione in un piccolo Comune di montagna deve costare quanto in una metropoli è una fantasia e non consente agli amministratori di dare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini”.