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Questa giunta ormai è un cda e Monferino ne è il padrone
Intervista ad Aldo Reschigna su la Repubblica del 10/11/2012 di Sara Strippoli
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«QUELLA di Cota non è una giunta, ma un consiglio di amministrazione. È stato forse modificato lo Statuto della Regione e non ce ne siamo accorti?».
Dopo l’ ultimo scontro sul Csi e la presentazione del piano sui fondi immobiliari per la vendita del patrimonio delle aziende sanitarie, il capogruppo del Pd Aldo Reschigna ridisegna i ruoli attuali all’ interno della giunta che governa il Piemonte. Molto più simili, dice «a quelli che regolano i rapporti in un’ azienda privata».
Reschigna, sta dicendo che Paolo Monferino è il vero presidente della Regione?
«Dico che il presidente è il legale rappresentante e l’ assessore alla sanità è l’ amministratore delegato che si occupa di tutte le questioni strategiche. Gli altri assessori sono semplici componenti di questo cda. Monferino e Giordano se le stanno dando di brutto e Cota non interviene neppure». Non crede che chi ha in mano i conti della sanità, l’ 80 per cento del bilancio, finisca inevitabilmente per doversi occupare a 360 gradi della salute dei conti della Regione? «Credo che chi dovrebbe occuparsi a 360 gradi della situazione regionale sia il presidente Cota. Monferino invece prima se ne esce dicendo che “La Regione è tecnicamente fallita” esprimendo un giudizio non solo sui conti della sanità, ma su tutto il bilancio della Regione. Adesso dice che ha contatti per la vendita del Csi. Il consulente Ferruccio Luppi, guarda caso indicato da Monferino, presenta un piano di vendita del patrimonio delle Asl, francamente inaccettabile. Mi pare evidente che è lui che ha in mano tutti i grandi nodi. Chi detta le regole è ancora lui e sembra evidente che il suo ruolo sia quello di tenere i rapporti fra l’ amministrazione e le grandi aziende private».
Se parla con molti direttori regionali le confermeranno che i costi del Csi erano altissimi. Le critiche di Monferino sui servizi del Consorzio non hanno qualche fondamento?
«Non accetto la rappresentazione dell’ assessore quando parla del Csi come di un carrozzone. La qualità dei servizi è indiscutibile, come è senza dubbio un fatto che il Csi abbia contribuito in modo significativo alla crescita dell’ Ict in Piemonte. Ma cosa fa l’ assessore? Proprio quando si sta facendo il massimo sforzo per ridare ossigeno al Consorzio, impegnato in un forte ribasso dei suoi costi, lui rema contro. Il direttore De Capitani ha spiegato al vostro giornale gli strani silenzi su alcuni affidamenti. E sui ritardi incredibili nella partenza del progetto per il sistema amministrativo centralizzato per le aziende. Eppure ci era stato detto che quello era un passo prioritario».





