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Lista Camera Piemonte 1

6) ROSSOMANDO Anna

Torinese, avvocato penalista. Tra i fondatori del Partito Democratico, dal 2007 nella Segreteria del PD in Piemonte. Eletta alla Camera dei Deputati nel 2008, membro della Commissione Giustizia e della Giunta per le autorizzazioni a procedere, ho partecipato all’opposizione al governo Berlusconi condotta dal Partito Democratico.  Le principali vicende parlamentari che mi hanno impegnato, a partire dalla mia presenza nella Commissione Giustizia e nella Giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera fino agli interventi in aula:  l’opposizione al lodo Alfano e all’affossamento dell’uso delle intercettazioni telefoniche nelle indagini, benché contrari alla pubblicazione indiscriminata del loro contenuto; la presentazione di ordini del giorno, come quello per rendere più civili le carceri, accolti dal Parlamento nella Finanziaria 2009; la battaglia per la sicurezza di tutti e il contrasto alla violenza sessuale e allo stalking, per approvare la proposta di legge sui diritti dei figli naturali e contro il cosiddetto “legittimo impedimento” con il quale Berlusconi voleva sottrarsi ai processi; la battaglia, conclusasi con successo, per far approvare nel novembre 2012 le nuove norme contro la corruzione e per l’incandidabilità di chi è stato condannato con sentenza definitiva per reati di criminalità organizzata e contro la pubblica amministrazione, l’impegno per ripristinare il reato di falso in bilancio e per introdurre il reato di autoriciclaggio e perché i beni confiscati per reati di corruzione possano essere destinati a fini sociali; le proposte di nuovi provvedimenti in materia di pene alternative al carcere. Nella prossima legislatura intendo continuare a impegnarmi sul terreno della giustizia e dei diritti, ma anche su quello del lavoro e dello sviluppo. Non c’è sviluppo senza leggi eque e senza una giustizia efficiente, e non c’è lavoro senza garanzie per i diritti dei lavoratori.  Corruzione e malaffare danneggiano gravemente l’economia dell’Italia, la sua credibilità internazionale, ma soprattutto minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e indeboliscono la partecipazione alla vita democratica. Eppure c’è “una maggioranza silenziosa”, che non fa notizia, ma che si impegna per fare il proprio dovere ogni giorno nello studio, nel lavoro, nell’attività amministrativa e  nella militanza politica pensando che l’impegno del singolo sia un valore per la collettività. Questa maggioranza non vuole e non può essere invisibile. A questa maggioranza voglio continuare a dare voce.

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