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Governo stabile, poi ridurremo il peso del fisco

PIER LUIGI BERSANI su l’Avvenire del 22/02/2013

1 I primi provvedimenti riguarderanno, come ho sempre detto, il segnale che dobbiamo dare sui temi del civismo, della moralità e del lavoro. Perché lavoro e moralità sono collegati, così come lo sono ritorno al civismo e ritorno alla fiducia. Più in particolare, noi pensiamo che sia indispensabile rimettere in moto l’economia reale, perché non bastano i conti pubblici in regola. Da qui, diverse proposte concrete: il pagamento dei debiti contratti dalla Pubblica amministrazione con le piccole e medie imprese (50 miliardi di euro in 5 anni) per ridare ossigeno alle aziende e rimetterle in condizione di lavorare e di dare occupazione; un programma straordinario di opere da parte di Regioni, Province e Comuni per mettere in sicurezza gli edifici di scuole e ospedali, bonificare il territorio, per interventi destinati alla mobilità sostenibile. Prevediamo 7,5 miliardi di investimenti in tre anni con un allentamento del patto di stabilità interno e con risorse che possono essere trovate da una riduzione di investimenti in armamenti e con fondi strutturali europei. E poi una ripresa della politica industriale per i settori di avanguardia, per la ricerca e l’innovazione: penso alla banda larga e a un programma di green economy capace di mobilitare risorse e mettere in gioco l’occupazione. Questa politica porta all’abbassamento del peso del prelievo su lavoro e investimenti, con gli incentivi per l’assunzione dei giovani e delle donne, soprattutto nel Sud. Ma l’economia da sola non basta. C’è bisogno di una riscossa civica che ridia orgoglio e fiducia all’Italia: norme per dire che i figli degli immigrati che nascono e studiano qui sono italiani; contro la corruzione, cancellazione delle leggi ad personam, norme contro il falso in bilancio, l’autoriciclaggio, il voto di scambio, il conflitto di interessi, norme per una politica più sobria: dalla riduzione del numero dei parlamentari e dei loro emolumenti a una legge che regoli la vita dei partiti.

2 Credo che prima di pensare alla Costituzione, bisogna lavorare per ottenere una riduzione del prelievo fiscale. Ma questo si può fare se c’è un governo stabile, credibile e capace. Basti pensare al tema degli interessi che ogni anno l’Italia paga sul debito: se il governo non è credibile e non è stabile, i mercati si regolano di conseguenza. E allora, altro che tagli di spesa o risorse per ridurre le imposte: l’ammontare degli euro da pagare sul debito crescerebbe bruciando il futuro. Quanto alle iniziative politiche da prendere, la lotta all’evasione fiscale da condurre in primo luogo con la progressiva riduzione dell’uso del contante, sarà la prima fonte dalla quale trarre le risorse per ridurre il peso del fisco. La riorganizzazione della Pubblica amministrazione per renderla più efficiente e con meno sovrapposizioni e sprechi, potrà essere un’altra fonte. Ma attenzione: noi vogliamo fare una vera spending review, non una finta che si risolva in tagli lineari. Così si ottiene solo di asfissiare il Paese. Faccio un esempio per tutti: la commissione parlamentare sulla Sanità ha individuato consulenze esterne nel settore per un ammontare di quasi 800 milioni di euro l’anno. Ecco, questa somma è estremamente vicina a quella che ogni anno gli italiani spendono per il ticket sulle visite specialistiche.

3 Noi pensiamo che sia importante consentire ai giovani di sviluppare il loro progetto di vita familiare e di affrontare la genitorialità con maggiore serenità di quanto sia accaduto in questi anni. Il nostro Paese ha sempre sfruttato la famiglia come ammortizzatore sociale, ma è arrivato il momento di fare vere politiche in tema di lavoro, fisco, casa e servizi, che riconoscano e sostengano le famiglie nelle diverse fasi della vita dei loro componenti. Bisognerà affrontare, mantenendo l’impegno al mantenimento dei conti pubblici in linea con gli accordi europei, questioni mai risolte come una vera conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa, sostegno alla natalità, politiche che riconoscano e sostengano attraverso i servizi il carico di cura attualmente gravante per intero sulle famiglie. Ma sarà anche la stagione per alcune grandi riforme, come quella sull’istituzione del Tribunale per la famiglia, e per la messa a punto di alcune modifiche delle normative oggi esistenti alla luce del loro funzionamento e della trasformazione sociale degli ultimi anni.

4 Il nostro programma è chiaro. Noi prevediamo di garantire il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali secondo il modello tedesco.

5 È stato un governo di centrosinistra, con la legge 62/2000, a dare piena cittadinanza all’interno del sistema nazionale d’istruzione alle scuole paritarie private e degli enti locali. Quella legge si basava sull’idea che un moderno servizio d’istruzione pubblica può articolarsi in modo pluralista valorizzando il contributo dello Stato, così come quello degli enti locali e della società civile, purché vi sia il rispetto dei fondamentali principi di libertà, di uguaglianza, di apertura a tutti, compresi gli alunni e gli studenti disabili. Laddove questi principi vengono rispettati e venga offerta un’istruzione di qualità, attraverso docenti abilitati, strutture adeguate, partecipazione ai processi di valutazione, rispetto delle norme relative ai contratti di lavoro, la legge prevede un sostegno finanziario. È stato il governo di centrodestra a ridurre del cinque per cento dopo il 2008 i fondi attribuiti al sistema nazionale d’istruzione, riducendo i finanziamenti delle scuole statali, come di quelle paritarie e degli enti locali. Per noi quella legge resta il miglior punto di equilibrio.

6 Oggi pensiamo agli esodati. Nel medio-lungo periodo pensiamo però che sia necessario rendere il sistema pensionistico più flessibile, ferma restando l’attenzione alla assoluta stabilità finanziaria, e prevedendo anche forme di “invecchiamento”.

7 Oltre alle misure che ho citato all’inizio e che puntano a introdurre norme più stringenti sul tema della moralità, è chiaro che saranno necessari una riforma antitrust nel settore dei media, la legge sul conflitto di interesse, la cancellazione di diverse leggi ad personam, ma anche un intervento di riforma più generale nel rapporto tra enti locali, fondazioni e banche.

8 Noi vinceremo alla Camera e al Senato. Avremo la maggioranza. Ma come ho sempre detto non ci chiuderemo in una linea asfittica e settaria: la ricostruzione sociale, economica e civica del Paese ci impone di fare una proposta a tutti coloro che sono fermamente europeisti, rispettosi della Costituzione e contro il populismo berlusconiano.