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Il Pd: Cota scippa alle imprese i fondi europei per lo sviluppo

Andrea Rossi su La Stampa del 25/3/2013

Dopo il sì del ministro Grilli, la Regione dirotterà gli investimenti per infrastrutture e riqualificazione del territorio a coprire i buchi di Sanità e Trasporti.

Vedi anche “La scelta della Giunta di usare i fondi FAS per compensare le minori risorse su sanità e trasporto pubblico locale: è una strategia lungimirante? Le ragioni della nostra forte contrarietà” a cura del Gruppo Regionale PD

«Non si ipoteca il futuro del Piemonte». Il Pd prova a tirare dalla propria parte mondo delle imprese, organizzazioni, associazioni, enti locali. Lancia un appello contro la decisione della giunta Cota di utilizzare i fondi statali destinati alle aree sottoutilizzate per coprire i buchi su trasporti e sanità. Soldi senza cui i servizi essenziali sarebbero in pericolo. Soldi che, denunciano i democratici, sono essenziali altrove. «Si cerca di sopravvivere nel presente gettando un macigno sul futuro», spiega il capogruppo Pd Aldo Reschigna. «Questa regione non ha risorse per fare investimenti: infrastrutture, riqualificazione del territorio, sostegno alle imprese, internazionalizzazione. I fondi Fas sono le uniche a disposizione. E Cota che fa? Li dirotta sul trasporto pubblico».

Appello alle imprese

L’obiezione è scontata: in un momento di crisi drammatica è meglio garantire autobus e ospedali o gli investimenti per lo sviluppo? La risposta del comune cittadino sembra scontata, quella del Pd no. «Quelle risorse non serviranno per evitare di tagliare del 28 per cento i trasporti», attacca Reschigna. «Serviranno per pagare debiti creati da Cota negli ultimi due anni. È inaccettabile: i Fas danno linfa a costruzioni, edilizia, infrastrutture, energie alternative, ricerca. Ecco perché oggi lanceremo un appello al sistema produttivo piemontese che Cota vuole scippare».

Giurano che daranno battaglia fino in fondo, i consiglieri del Pd. Sui Fas e non solo. C’è un rimpasto di giunta che proprio non va giù. «Non abbiamo ancora sentito una parola su quali sono gli obiettivi per rilanciare il Piemonte, i progetti in base ai quali ha rivoluzionato la giunta, le politiche a favore dei piemontesi che intende adottare. La verità è che qui si vivacchia».

Contro il rimpasto

Oggi ricomincia la battaglia in Consiglio regionale con l’obiettivo immutato della spallata finale, che il Pd aveva già messo in preventivo il 24 e 25 febbraio, per poi scoprire di aver sbagliato clamorosamente i conti e rischiato di perdere il Piemonte un’altra volta. «A metà legislatura Cota è già stato costretto a cambiare sei assessori, dar vita a un valzer di deleghe, ingoiare la pillola delle dimissioni di Monferino dopo aver incassato quelle di Ferrero, Rosso e Giordano, tutti assessori di punta», dice il capogruppo democratico. «E vogliamo parlare della telenovela Crosetto? O delle storielle su Pichetto?». Parliamone: «Lasciamo perdere la barzelletta sul fatto che Alfano ha scelto il Piemonte perché a Cota serviva Pichetto in giunta. Il guaio è un altro: se Pichetto serve per gestire i rapporti con Roma significa che Cota non è in grado di farlo, gli manca l’autorevolezza necessaria. E meno male che quando l’accusavamo di essere sempre a Roma lui replicava che era suo compito tutelare gli interessi del Piemonte nella capitale. La verità è che questa regione non ha un presidente in grado affrontare i problemi. Bisogna chiudere al più presto questa esperienza».